The Project Gutenberg eBook of Africa Orrenda
Title: Africa Orrenda
Author: Mario Rapisardi
Release date: November 26, 2008 [eBook #27334]
Language: Italian
Credits: Produced by Carlo Traverso, Emanuela Piasentini and the
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AFRICA ORRENDA
AFRICA ORRENDA
VERSI
DI
MARIO RAPISARDI
CATANIA
NICCOLÒ GIANNOTTA, Editore
Via Lincoln, 271-273-275 e Via Manzoni, 77.
1896.
PROPRIETÀ LETTERARIA
Catania—Tip. Lorenzo Rizzo, piazza Spirito Santo, 19-20-21-22.
PER L'ECCIDIO DI DÒGALI
Razza maligna, inetta,
Che fra venali inganni
Pompeggiandoti abjetta,
Raccogli infami frutti
Dal disonor di tutti!
Patria incestare il seno?
La veneranda testa
Premer di giogo osceno?
Offrir nudo il materno
Fianco al barbaro scherno?
Con tremulo ginocchio
Segue, putta spregiata,
Il tenebroso cocchio,
Su cui breve fortuna
Due manigoldi aduna.
Con civettar codardo
Da regj masnadieri
Impetrar tozzo o sguardo:
Ahi! con viltà e misfatti
Onta e miseria accatti,
Campi! Oh cori d'eroi
Nell'alta ombra gittati
Non da voi, non da voi,
Avide di rapine
Ferrigne orde abissine,
Vecchio, che sol per cieca
Libidin di comando
L'italo onor con bieca
Mente fidando ai ladri.
Le fiche a Italia squadri.
Pregio o vendetta? Arcigna
Guata Albione; occulto
L'ire fomenta e ghigna
Il dèmone sinistro,
Che la Sprea move e l'Istro.
L'orgoglio ibrido freme,
E al cor d'Italia novo
Tesoro e sangue spreme:
D'orbe fidanze gravi
Salpan ferrate navi.
Tolda gl'itali figli,
Cui tarda espor la vita
Ai perfidi perigli,
Che coi predoni a gara
La terra e il ciel prepara.
Figli, all'infausto lido;
Turbate i sanguinosi
Ozj allo stuolo infido,
Che su la strage inulta
Ebbro di sangue esulta.
Vittoria! Ecco, dal grembo
Della sabbia deserta
Strano improvviso nembo
Sorge, e in ferina guerra
Il vessil nostro atterra.
Ultimo accolti, invano
Con ansioso sguardo
Tentate il mar lontano,
Se a voi pochi e mal vivi
Patrio soccorso arrivi.
Delle voraci arene
Solo la Febbre, oscura
Liberatrice, viene;
E in voi dall'ignea bocca
Funesti aliti scocca.
D'onore o d'util nostro
Lenirà l'ore estreme
Del sagrificio vostro,
Non le cure affannose
Delle imprecanti spose.
Della fredda quíete,
Sorger fra cielo e mare
Un'alta Ombra vedrete,
Squallida il seno, indoma
Ancor che oppressa, Roma:
Petti, pietosa grida,
Reggendo a infaticati
Studj con alma fida,
Il braccio armaste e il core Di ferro e di valore!
Menti un'altera idea:
Piombar serrati, audaci
Su la grifagna rea,
Che l'ultima latina
Terra aduggiando inquina.
Pugne! Oh piani fumanti
Delle nostre vendette!
Oh entusiasmi santi
Di dar la vita a patto
Del fraterno riscatto!
Da servitù redime,
Non peregrina gente
Mercanteggiando opprime;
Ma libertà, per cui
Vive, fa vita altrui.
L'obliqua smania accolse,
Onde al natio ricetto
I vostri animi tolse,
E li scagliò in lontane
Piagge a conquiste vane!
Non furor d'alte imprese,
Ma insidiosa brama
Di rei traffichi accese;
Nè l'empia sete or langue
Per mareggiar di sangue.
Petti la patria spira,
Se da computi vili
Non è sedotta l'ira,
Che in un'ora d'ebbrezza
Catene e scettri spezza;
La mia terza corona,
Se la mia gloria estinta
Non è tutta, nè suona
Obbrobrio il nome mio;
Se Roma ancor son io,
Arti, o fatal, durai;
Sopra le mie rovine
Assai ghignasti, assai
Fu il danno e la vergogna:
Carnefice, alla gogna!
(Genn. '87).
ESPIAZIONE
I.
Sul nostro capo il verso empio saetta,
E su la gloriosa luce del nostro impero
L'ombra sua getta?
Come falchi addestrati in noi li avventa;
E di amor, di giustizia all'affamato stuolo
Parlar si attenta?
O non vede o non cura a cui cammina:
Con l'occhio, acre di febbre, all'orizzonte fisso,
Ecco, ei ruina!
Amore e l'affoghiamo entro al bicchiere;
Noi ci tiriamo dietro inguinzagliato il mondo
Come un levriere.
Frignando invidj a' nostri cani il pranzo?
Avrà, quand'ei non sia ad alcun Fascio ascritto,
Pur qualche avanzo.
Nel ribelle Tigrè riddi la morte?
Terran le nostre schiere, in qual che sia battaglia,
Fronte alla sorte!
Noi gridiam «Viva!» e alziam colmo il bicchiere;
Le vostre salme avranno la medaglia e la croce
Di cavaliere.
Chiedon vendetta i nostri morti; e poi
L'ufficio glorioso d'incivilir la terra
L'abbiamo noi!
E con loro bisogna esser maneschi;
Trucidar donne, vecchi, fanciulli; arder villaggi...
Viva Radetzki!
Mandar la calda giovinaglia a spasso:
La guerra a chi la plètora ha d'odj cittadini
È un buon salasso.
All'egre ciurme ch'aízzando vai:
Noi delibiamo intanto con labbra arse da' baci
Reno e Tokai!
II.
Torce da lor, qual da bruttura, altrove,
Mormorando con voce ch'è fede, e par minaccia:
Eppur si muove!
Strali e sogni vibrando all'età rea,
Passa incontaminato tra 'l bulicame immondo,
Non uomo, Idea.
Corruscanti fantasmi, ignee chimere,
Fronti di lauro cinte, petti di palma ornati,
Falangi austere.
Sovra i popoli tutti, a Dio vicino,
Tu, nel cui core eterno di tutto il mondo lesse
Vico il destino;
Nel freddo esilio; tu ch'a' più begli anni
Schiacciavi, del Nizzardo sotto al fulmineo cocchio,
Sette tiranni;
Inebbriati di poter maligno,
A chi diceati: «Pensa!» gittato in volto il ghiaccio
Del tuo sogghigno?
Negato il pane al Giusto, il culto al Vero,
Per onorar l'Inganno, per ingrassar gli Scribi
Del vitupero?
Chi fa dell'are tue bisca e bordello?
Chi, più che penna o spada, è a maneggiare esperto
Il grimaldello?
Procacciato a Bonturo onor divino?
Scolpito in marmi e in bronzi (oh Giusti!) la guarnacca
Di Truffaldino?
Del pianto, druda delle altrui vendette,
Scagliato ai derelitti, che ti chiedeano pane,
Piombo e manette?
Fosse un raggio di sole anco vietato?
Non hai tu su la fossa dei tuoi martiri vivi
Cancaneggiato?
Furia al tuo capo la Giustizia romba;
E l'Espiazione, vermiglia aquila irata,
Sopra a te piomba!
Dal ciel, dal mar, dalle cruente arene!
Oh suon misterioso di palpitanti flutti:
Ecco, ella viene!
L'opere in minacciosa alta quíete;
L'austero Etna nevoso, che si arrubina al giorno,
Viene, ripete.
Sorgono al casto cielo ululi immensi;
Mandano le severe Alpi a' bollenti mari
Fraterni assensi.
O flutto uman cui la speranza investe,
O dei cieli e dei cuori interminabil lume,
Voi mentireste?
(Genn. '96).
DOPO LA SCONFITTA
I.
Che nell'obbrobrio e nel dolor l'atterra,
Porge Italia le groppe, ella che mozza
Agli apostoli il grido e i polsi inferra;
Di rei conquisti e di vendette oscene,
E tributo alle nostre esauste vene
Osa chiedere ancor d'oro e di sangue;
Di mercate lusinghe il vulgo impregna,
E all'Abissin, cui la capanna invade,
L'infamia nostra e il nostro eccidio insegna;
La Sconfitta e la Resa in Campidoglio;
L'Onore in ceppi, il Vituperio in soglio,
Ludibrio il Dritto, la Giustizia merce;
Lungi dall'età rea sorga il poeta:
Liriche strofe, liberate il volo
A ciel più puro, a regíon più lieta.
L'animo pio con misurati pianti?
O cari petti giovanili infranti,
È troppo che su voi piangan le madri!
II.
E fango. Oh ferrea notte
D'Europa! Oh immani lotte
Di truffatori! E ancor lontano è il giorno.
Fra' mal guardati avelli,
E gl'incauti ribelli
Affascinando, il nostro esizio trama.
Nel sanguinoso mare
Galleggia, ove affogare
Invan l'inglese mercator la volle.
Sul provocato lido,
E con geloso strido
Porge alla rea l'insanguinata zampa.
Che, le adipose cuoja
Date in custodia al boja,
Tutto vende ghignando e tutto infarda,
Quarti lambisce abjetta:
Giù nell'ampia belletta,
Ond'ora ingrassa, è forza pur che affondi.
E ruggendo si scaglia
Ove in armi travaglia
La invan contesa Libertà di Cuba.
Calano in tetri giri
Gli europei vampiri,
Che di civile sapíenza han vanto.
Che di sì tristi allori;
Se agli aspettanti cori
Fuor che stragi e miseria offrir non sai;
Dell'Amba orrida innostri,
Co' tuoi bugiardi mostri,
Perfida Civiltà, sii maledetta!
III.
Regno dei buoni! Come fiamma viva
Agitata dal turbine,
Su l'età sfatta il gran Giudizio arriva.
Passo n'udrai, tu dal giaciglio fondo
Sorgerai prima, o triplice
Roma, cuore d'Italia, amor del mondo.
Torvo sguazzava, e tra paduli morti
Serpean le Febbri, il florido
Lavoro avviva di Feronia gli orti.
Cori, asserviti all'Ignoranza e al Fasto,
La burbanzosa Ignavia
Gittava all'Ozio e alla Lussuria in pasto;
Braccia, in miserie apriche, in odj bui,
Tingea con folli audacie
D'innocuo sangue il vituperio altrui;
D'un bronzeo nume in sanguinose gare,
O di miseria indocili
Fuggían maledicendo il patrio mare,
All'ardue Sile, alle insalubri chiane
Un salutar diffondono
Fiume di redentrici opere umane;
Commerci, ignari di gelosi insulti,
Fan che redento a' secoli
L'immenso core della Terra esulti.
Mia fossa, o generosa itala prole;
Ma sul tuo capo indomito
L'alta speranza mia splenda col sole!
(Marzo '96).
Prezzo di questo opuscolo Cent. 70
OPERE DELLO STESSO AUTORE
vendibili
NELLA LIBRERIA EDITRICE DI NICCOLÒ GIANNOTTA
| Palingenesi, Canti X, seconda edizione-Milano, G. Brigola, editore, 1878 | L. 3 — |
| Ricordanze, Versi, terza edizione-Torino, K. Loescher, editore, 1881 | » 4 — |
| Catullo e Lesbia, Studii-Firenze, Successori Le Monnier, 1875 | » 4 — |
| Lucifero, Poema, quarta edizione illustrata.-Roma, E. Perino, editore, 1887 | » 4 — |
| La Natura, (lib. VI) di T. Lucrezio Caro, trad., seconda edizione, con prefazione di G. Trezza.-Torino, E. Loescher, editore, 1882 | » 5 — |
| Giobbe, trilogia, seconda edizione-Catania, F. Tropea, editore, 1884 | » 5 — |
| Versi scelti-Milano, E. Lombardi, editore, 1888 | » 4 — |
| Elegie-Livorno, F. Vigo, editore, 1889 | » 2 — |
| Le poesie di Catullo, integralmente tradotte-Napoli, L. Pierro, editore, 1889 | » 2 — |
| Il Prometeo liberato di P. B. Shelley, trad.-Palermo, G. Pedone Lauriel, editore, 1892 | » 2 — |
| Giustizia, edizione di lusso, con ritratto dell'autore.-Catania, N. Giannotta, editore, 1882 | » 2 — |
| Giustizia, terza edizione popolare, riveduta dall'autore.-Catania, N. Giannotta, editore, 1892 | » 0 50 |
| Empedocle ed altri versi.-Catania, N. Giannotta, editore, 1892 | » 2 — |
| Atlantide, Poema-Catania, N. Giannotta, edit., 1894 | » 4 — |
| Leone, Dialogo in versi-Catania, N. Giannotta, ed., 1894 | » 1 — |
| Le Poesie religiose, nuova edizione accresciuta—Catania, N. Giannotta, editore, 1895 | » 1 50 |
| XX Settembre, Ode-Catania, N. Giannotta, edit., 1895, | » 0 50 |
| Per la venuta de' Gesuiti, Versi-Catania, N. Giannotta, 1895 | » 0 30 |
| Opere, definitivamente ordinate e corrette dall'autore. | |
| Vol. I-La Palingenesi-La Francesca da Rimini-Le Ricordanze-Catania, N. Giannotta, ed., 1894 | » 4 — |
| » II-Il Lucifero e le Epistole-Catania, N. Giannotta, editore, 1895 | » 4 — |
| » III-Il Lucrezio, l'Ode al Re e la Giustizia | » 4 — |
In corso di stampa
Opere, Volume IV-Il Giobbe e le Poesie religiose.