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Annali d'Italia, vol. 2 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 2 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 182: DXXI
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About This Book

Si tratta di una compilazione annalistica che registra anno per anno vicende politiche, militari, amministrative ed ecclesiastiche concernenti l'Italia e le regioni limitrofe, unendo estratti di editti, iscrizioni e cronache antiche a brevi note critiche. Le voci documentano guerre e trattati, nomine pubbliche, eventi urbani, catastrofi naturali e controversie religiose, offrendo un racconto serrato di fonti e avvenimenti destinato a ricostruire la progressione storica e istituzionale nei secoli coperti.

   
Anno di Cristo DXXI. Indizione XIV.
Ormisda papa 8.
Giustino imperadore 4.
Teoderico re 29 e 11.

Consoli

Flavio Giustiniano e Valerio.

In Oriente fu console Giustiniano; Valerio in Occidente. Era già divenuto Giustiniano l'arbitro dell'imperio di Oriente, sì per essere nipote dell'imperadore e considerato come suo successore, e sì ancora perchè Giustino Augusto, aggravato dagli anni, volentieri scaricava sopra le spalle del giovine nipote il peso del governo. Pertanto egli volle in quest'anno comparire onorato anche dell'illustre dignità del consolato; e per non essere da meno di Eutarico genero del re Teoderico, che sì splendida comparsa avea fatta in Roma, anch'egli fece così magnifiche feste in Costantinopoli, che, al dire di Marcellino conte [Marcell. Comes, in Chron.], il suo consolato riuscì il più famoso di quanti vide mai l'Oriente. Imperciocchè spese dugento ottanta mila soldi (cioè monete d'oro quasi equivalenti allo scudo d'oro de' nostri tempi) in tanti donativi al popolo e in varii spettacoli di macchine. Nell'anfiteatro in un sol giorno fece far la caccia di venti lioni, di trenta pardi e d'altre fiere. Suntuosi furono i giuochi circensi, ne' quali nondimeno egli negò al pazzo popolo l'ultima mappa, cioè non volle mandare il segno del corso dei cavalli: e dopo aver bene regalato i carrettieri, liberamente ancora loro donò assaissimi cavalli con tutte le lor bardature. Nel presente anno Ormisda, papa prudentissimo, veggendo le gravi difficoltà che s'incontravano tuttavia in Oriente per far levare dai sacri Dittici i nomi specialmente di alcuni già vescovi di Costantinopoli, tenuti dai Greci per uomini di santa vita e di credenza cattolica, saggiamente rimise l'affare ad Epifanio patriarca di Costantinopoli, con dichiararlo per tal funzione vicario della sedia apostolica. Terminò la sua vita in quest'anno Ennodio, vescovo di Pavia, celebre pei suoi scritti e per due ambascerie alla corte imperiale di Costantinopoli, come legato pontificio. Fu egli registrato nel ruolo de' santi: cosa non difficile ne' secoli d'allora.