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Annali d'Italia, vol. 2 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 2 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 221: DLX
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About This Book

Si tratta di una compilazione annalistica che registra anno per anno vicende politiche, militari, amministrative ed ecclesiastiche concernenti l'Italia e le regioni limitrofe, unendo estratti di editti, iscrizioni e cronache antiche a brevi note critiche. Le voci documentano guerre e trattati, nomine pubbliche, eventi urbani, catastrofi naturali e controversie religiose, offrendo un racconto serrato di fonti e avvenimenti destinato a ricostruire la progressione storica e istituzionale nei secoli coperti.

   
Anno di Cristo DLX. Indizione VIII.
Giovanni III papa 1.
Giustiniano imperadore 34.

L'anno XIX dopo il consolato di Basilio.

Secondo i conti del cardinal Baronio, diede fine nell'anno precedente alla vita e al pontificato papa Pelagio primo di questo nome. Ma supponendo esso Baronio che il medesimo fosse fatto papa nell'anno 555, e riportando di poi il suo epitafio, da cui apparisce ch'egli tenne il pontificato anni quattro, mesi dieci e giorni dieciotto, e che fu seppellito IV nonas martias, ha ragione il padre Pagi di conchiudere che questo papa mancò di vita nel presente anno, ma non già nel dì primo di marzo, coll'essere stato portato nel dì seguente alla sepoltura, ma sì bene ch'egli nel dì 3 di marzo di esso anno 560 terminò i suoi giorni, e nel dì 4 del mese suddetto fu chiuso nell'avello, venendo le none di quel mese nel dì settimo. Tuttavia, non sapendo noi indubitatamente se papa Vigilio suo antecessore morisse nell'anno 554, o pure nel 555, nè in qual giorno precisamente seguisse la consacrazione di esso papa Pelagio, però non è qui assai sicura la cronologia pontificia. Certo è bensì che succedette a Pelagio nella cattedra di san Pietro Giovanni, terzo di questo nome, dopo tre o quattro mesi di sede vacante. Dappoichè Childeberto re di Parigi passò all'altra vita, venne a mancare il principale suo appoggio a Cranno figliuolo rubello del re Clotario. La necessità il consigliò ad implorare la misericordia del padre, e, per quanto si può intendere dalle parole di Gregorio Turonense [Gregor. Turonensis, lib. 4, cap. 20.], l'ottenne. Ma questo inquieto e torbido giovane da lì a non molto incorse di nuovo nella disgrazia del padre, in guisa che scappò nella Bretagna minore, dove essendo stato per qualche tempo nascoso, tanto si seppe adoperare, che Conoboro, ossia Conoberto, conte e signore di quella provincia, imprese la sua protezione, ed allestì una potente armata in difesa di lui. Clotario con tutte le sue forze e con Childerico suo figliuolo entrò nella Bretagna; si venne ad un fatto d'arme, in cui restarono sconfitti i Bretoni, ucciso il loro conte, e Cranno, colla moglie e colle figliuole, abbruciato per ordine del padre, con lasciare una funesta memoria non meno de' suoi misfatti che della sua morte. Mario Aventinese [Marius Aventicensis, in Chron.] riferisce all'anno presente questa brutta tragedia. In Costantinopoli poi a dì 9 di settembre, per relazione di Teofane [Theoph., in Chron.], essendo tornato dalla Tracia infermo Giustiniano Augusto, senza lasciarsi vedere e senza dare udienza ad alcuno, corse voce per la città ch'egli era morto. Ne seguì uno non lieve tumulto nel popolo, e si chiusero tutte le botteghe. Ma guarito esso imperadore per intercessione de' santi Cosma e Damiano, mandò l'ordine che si facesse festa ed illuminazione per tutta la città, e ritornò la quiete primiera.