DCXVIII
| Anno di | Cristo DCXVIII. Indizione VI. |
| Deusdedit papa 4. | |
| Eraclio imperadore 9. | |
| Adaloaldo re 4. |
L'anno VII dopo il consolato di Eraclio Augusto.
Secondo i conti del Pagi fu chiamato da Dio a miglior vita in quest'anno papa Deusdedit nel dì 8 di novembre. Bisogna credere ch'egli splendesse per molte virtù, perchè la Chiesa romana fin dagli antichi secoli il registrò nel ruolo dei santi. Ma son perite le memorie d'allora; e la storia sì ecclesiastica che profana dell'Italia in questi tempi si truova più che mai nel buio. Credesi che la Sede apostolica stesse dipoi vacante un anno, un mese e sedici giorni. Nè resta alcun vestigio di quel che si facessero ne' presenti giorni i Longobardi. Solamente apparisce che i medesimi godevano e lasciavano godere ai popoli loro sudditi e vicini la tranquillità della pace. Sappiamo ancora da Paolo Diacono [Paulus Diaconus, lib. 4, cap. 43.] che regnando il re Adaloaldo colla piissima regina Teodelinda sua madre, furono ristaurate molte chiese, e di molti beni furono donati ai luoghi sacri e pii. A poco a poco s'andavano disrugginendo e pulendo i barbari Longobardi, con prendere i costumi e riti degl'Italiani, moltissimi anche fra loro dall'arianismo passavano alla Chiesa cattolica, e gareggiavano poi con gl'Italiani stessi nella pietà e nella pia liberalità verso i templi del Signore, spedali e monisteri. Neppure in questi tempi abbiamo assai distinti ed ordinati gli avvenimenti dell'imperio in Oriente. Pare che in quest'anno, siccome volle il cardinal Baronio [Baron. Annal. Eccl.], Cacano re degli Avari movesse guerra all'imperadore Eraclio. Ma io, seguendo le conghietture del Pagi [Pagius, Crit. Baron.], riferirò questo fatto più tardi. E sotto quest'anno, correndo l'Indizione sesta, e non già l'undecima, come ha qualche testo, racconta Anastasio bibliotecario [Anastas. Bibliothec. in Vita Deusdedit.] che nel mese d'agosto succedette un gran tremuoto in Roma, a cui tenne dietro una peste oppure una epidemia gagliarda che portò via non poca parte del popolo.