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Annali d'Italia, vol. 2 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 2 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 318: DCLVII
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About This Book

Si tratta di una compilazione annalistica che registra anno per anno vicende politiche, militari, amministrative ed ecclesiastiche concernenti l'Italia e le regioni limitrofe, unendo estratti di editti, iscrizioni e cronache antiche a brevi note critiche. Le voci documentano guerre e trattati, nomine pubbliche, eventi urbani, catastrofi naturali e controversie religiose, offrendo un racconto serrato di fonti e avvenimenti destinato a ricostruire la progressione storica e istituzionale nei secoli coperti.

   
Anno di Cristo DCLVII. Indizione XV.
Vitaliano papa 1.
Costantino, detto Costante, imperadore 17.
Ariberto re 5.

Nel primo giorno di giugno di questo anno venne a morte papa Eugenio, dopo aver governata la Chiesa romana per due anni, otto mesi e ventiquattro giorni. Stette vacante la sede pontificia un mese e ventinove giorni, e finalmente fu consecrato papa Vitaliano, nativo di Segna, città episcopale della Campania. Abbiamo da Anastasio bibliotecario [Anastas., in Vitalian.] ch'egli spedì tosto i suoi apocrisarii a Costantinopoli, per significare la sua assunzione al papato ai due imperadori Costante e Costantino. Siccome papa Eugenio non avea scritto a Paolo allora patriarca di Costantinopoli, così neppur egli pare che scrivesse a Pietro succeduto nel governo di quella Chiesa. Non ben apparisce come si contenessero il pontefice Vitaliano e i suoi nunzii, per conto delle controversie della fede coll'imperador Costante protettore de' monoteliti. Solamente sappiamo da Anastasio ch'esso pontefice regulam ecclesiasticam et vigorem, ut mos erat, omni modo conservavit; siccome ancora che il suddetto imperadore fece buona ciera ai ministri pontificii, confermò i privilegii alla santa Chiesa romana, e mandò per i medesimi a donare a san Pietro di Roma il libro dei Vangeli, legato con tavole d'oro tempestate di gemme bianche di mirabil grandezza. Contendevano intanto per l'imperio saracenico Alì e Muavia. I due loro nemici eserciti, come s'ha da Teofane [Theoph., in Chronogr.], furono a fronte presso l'Eufrate. Muavia generale veterano ebbe l'accortezza di occupar le rive di quel fiume; rimasto superiore in un conflitto, lasciò che per la sete si disfacesse il resto dall'armata nemica. Elmacino scrive [Elmac., lib. 1, cap 4.] che seguirono fra questi due rivali assaissime altre zuffe; che si trattò d'aggiustamento, e furono scelti gli arbitri; ma che in fine la spada fu quella che decise.