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Annali d'Italia, vol. 2 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 2 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 5: CCCXLIV
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About This Book

Si tratta di una compilazione annalistica che registra anno per anno vicende politiche, militari, amministrative ed ecclesiastiche concernenti l'Italia e le regioni limitrofe, unendo estratti di editti, iscrizioni e cronache antiche a brevi note critiche. Le voci documentano guerre e trattati, nomine pubbliche, eventi urbani, catastrofi naturali e controversie religiose, offrendo un racconto serrato di fonti e avvenimenti destinato a ricostruire la progressione storica e istituzionale nei secoli coperti.

   
Anno di Cristo CCCXLIV. Indizione II.
Giulio papa 8.
Costanzo e
Costante imperadori 8.

Consoli

Leonzio e Sallustio.

Nel dì 11 d'aprile ad Acone, ossia Aconio, Catullino succedette nella prefettura di Roma Quinto Rustico. Nulla di considerabile ci somministra per questo anno la storia, se non che truoviamo una legge [L. 3, de excusat. artific.], con cui Costanzo Augusto concede delle esenzioni ai professori di meccanica, architettura e ai livellatori delle acque. Il genio edificatorio veramente non mancò a questo imperadore, ed egli lasciò molte suntuose fabbriche da lui fatte in Costantinopoli, Antiochia ed altri luoghi. Ma se egli coll'una mano innalzava materiali edifizii nel suo dominio, coll'altra incautamente si studiava di atterrare e distruggere la dottrina e Chiesa cattolica, lasciandosi aggirare a lor talento dai seguaci dello eresiarca Ario. Però in questi tempi smisuratamente prevalse in Oriente la lor fazione: laddove Costante Augusto in Occidente, con dichiararsi protettore dei dogmi del concilio niceno, divenne scudo della Chiesa cattolica. Se in Oriente si tenevano conciliaboli contra la fede nicena, in Occidente ancora si formavano concilii per sostenerla. Ma intorno a ciò mi rimetto alla storia ecclesiastica. Intanto era flagellato da Dio l'imperador Costanzo col tarlo della guerra persiana; e benchè Teofane [Theoph., in Chronogr.] ancora sotto quest'anno racconti che vennero alle mani le due armate romana e persiana, e che gran numero di que' Barbari lasciò la vita sul campo; pure, poco o nulla servirono questi pretesi vantaggi, perchè più che mai vigorosi i Persiani continuarono a fare il ballo sulle terre romane, senza che mai riuscisse ai Romani di cavalcare sul paese nemico. Abbiamo poi da san Girolamo [Hieronymus, in Chronico.] e dal suddetto Teofane che nell'anno presente Neocesarea, città la più riguardevol del Ponto, fu interamente rovesciata a terra da un orrendo tremuoto colla morte della maggior parte del popolo, essendosi solamente salvata la cattedrale fabbricata da san Gregorio Taumaturgo colla casa episcopale, dove esso vescovo e chiunque ivi si trovò rimasero esenti da quello eccidio.