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Annali d'Italia, vol. 2 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 2 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 6: CCCXLV
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About This Book

Si tratta di una compilazione annalistica che registra anno per anno vicende politiche, militari, amministrative ed ecclesiastiche concernenti l'Italia e le regioni limitrofe, unendo estratti di editti, iscrizioni e cronache antiche a brevi note critiche. Le voci documentano guerre e trattati, nomine pubbliche, eventi urbani, catastrofi naturali e controversie religiose, offrendo un racconto serrato di fonti e avvenimenti destinato a ricostruire la progressione storica e istituzionale nei secoli coperti.

   
Anno di Cristo CCCXLV. Indizione III.
Giulio papa 9.
Costanzo e
Costante imperadori 9.

Consoli

Amanzio ed Albino.

Secondo il Catalogo del Cuspiniano e del Bucherio, nel dì 5 di luglio Probino fu creato prefetto di Roma. Una legge [L. 7, de petition., Cod. Theod.] di Costante Augusto, data nel dì 15 maggio, ci fa vedere questo imperador ritornato dalla Bretagna a Treveri. Però non so se sussista l'aver creduto il Tillemont [Tillemont, Mémoires des Empereurs et de l'Histoire Ecclesiastique.] ch'esso Augusto verso il fine del medesimo mese fosse in Milano, dove invitò lo sbattuto santo Atanasio, per patrocinarlo contra la prepotenza degli ariani. Certamente cominciò verso questi tempi il cattolico Augusto a tempestar con lettere il fratello Costanzo, acciocchè si tenesse un concilio valevole a metter fine a tante turbolenze della Chiesa. Ma non si arrivò a questo se non nell'anno 347, siccome allora accenneremo. Da una legge del Codice Teodosiano [L. 5, de exactionib., Cod. Theod.] apprendiamo che l'Augusto Costanzo, nel dì 12 di maggio del presente anno, si trovava in Nisibi città della Mesopotamia, e, senza fallo, per accudire alla guerra coi Persiani. Abbiamo poi da san Girolamo [Hieron., in Chronico.] e da Teofane [Theoph., in Chronogr.] che in quest'anno ancora i tremuoti cagionarono nuove rovine in varie città. Fra le altre la marittima di Epidamno ossia di Durazzo, città della Dalmazia, restò quasi affatto abissata. Anche in Roma per tre giorni sì gagliarde furono le scosse, che si paventò l'universal caduta delle fabbriche. Nella Campania dodici città andarono per terra; e l'isola, o, vogliam dire, la città di Rodi, fieramente anch'essa risentì la medesima sciagura. Se crediamo alla Cronica Alessandrina [Chronic. Alexandrinum.], Costanzo Augusto cominciò in quest'anno la fabbrica delle sue terme in Costantinopoli; ma intorno a ciò è da vedere il Du-Cange [Du-Cange, Hist. Byz.], che rapporta altre notizie spettanti a quell'insigne edifizio.