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Annali d'Italia, vol. 3 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 3 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 103: DCCLXIV
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About This Book

A chronological compilation of Italian annals that assembles year-by-year reports, documentary extracts, and comparative notes to recount political, military, and ecclesiastical developments from the early medieval era onward. Entries describe sieges, campaigns, dynastic changes, local incidents, and church affairs while noting conflicting testimonies and suggesting probable sequences. The text alternates narrative summaries with source citations and commentary on reliability, providing a continuous framework of regional shifts, institutional transformations, and notable personages across successive years.

   
Anno di Cristo DCCLXIV. Indizione II.
Paolo I papa 8.
Costantino Copronimo imperadore 45 e 24.
Leone IV imperadore 14.
Desiderio re 8.
Adelgiso re 6.

Secondochè pensa il padre Pagi, intorno a questi tempi passava commercio di lettere e d'ambasciatori fra Costantino Augusto e Pippino re di Francia, per l'affare delle sacre immagini, riprovate dai Greci adulatori dell'imperadore. Però egli è di parere che al presente anno appartenga la lettera vigesima del Codice Carolino, indicante che s'erano abboccati davanti al re Pippino i messi del papa e gl'imperiali, giacchè non avea voluto Pippino dare udienza a questi senza l'intervento di quelli. Vi s'era disputato della materia suddetta, ma con poco frutto. Aggiugne il papa di essere stato pregato da Tassilone duca della Baviera d'interporsi fra Pippino e lui in occasione della mala intelligenza insorta fra loro, essendo, per attestato degli Annali de' Franchi, nell'anno precedente fuggito Tassilone dall'esercito del re Pippino, con ritirarsi ne' suoi stati, o mosso da spirito di ribellione, o mal soddisfatto d'esso re suo sovrano. Ma gli ambasciatori spediti per questo affare dal papa erano stati fermati a Pavia dal re Desiderio, per sospetto che si manipolasse qualche negozio contra di lui. Per attestato poi di Teofane [Theoph., in Chronogr.], che viveva in questi tempi, siccome ancora dei suddetti Annali de' Franchi, nel gennaio e febbraio del presente anno sorse un sì rigoroso freddo non meno in Oriente che in Occidente, che i fiumi agghiacciarono, e sul mare a Costantinopoli s'andava liberamente colle carra. Similmente in quest'anno e nel precedente i Turchi, popolo della Tartaria già conosciuto in addietro, usciti delle loro contrade per le porte Caspie, fecero un'irruzione nell'Armenia, e vennero alle mani con gli Arabi, e costò ad amendue le parti quella battaglia assaissimo sangue. Fino a questi dì, per testimonianza del Dandolo [Dandulus, in Chronic., tom. 12 Rer. Ital.] Domenico Monegario avea tenuto il governo del ducato di Venezia, quando il popolo, avvezzo già a simili brutti giuochi, fatta una congiura, il cacciò via, con cavargli anche gli occhi. In suo luogo fu sostituito Maurizio, nobile di Eraclea, e più nobile per le imprese da lui fatte, essendo stato proclamato doge in Malamocco. Per sua cura venne dipoi restituita pace e concordia fra' cittadini discordi.