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Annali d'Italia, vol. 3 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 3 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 104: DCCLXV
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About This Book

A chronological compilation of Italian annals that assembles year-by-year reports, documentary extracts, and comparative notes to recount political, military, and ecclesiastical developments from the early medieval era onward. Entries describe sieges, campaigns, dynastic changes, local incidents, and church affairs while noting conflicting testimonies and suggesting probable sequences. The text alternates narrative summaries with source citations and commentary on reliability, providing a continuous framework of regional shifts, institutional transformations, and notable personages across successive years.

   
Anno di Cristo DCCLXV. Indizione III.
Paolo I papa 9.
Costantino Copronimo imperadore 46 e 25.
Leone IV imperadore 15.
Desiderio re 9.
Adelgiso re 7.

Riferisce il padre Pagi all'anno presente le lettere quattordicesima e vigesimaquarta del Codice Carolino, nelle quali papa Paolo significa al re Pippino che sei patrizii greci con trecento legni erano in moto verso l'Italia. Ma soggiugnendo egli che tuttavia erano occupate dal re Desiderio le giustizie di san Pietro, senza che egli mostrasse voglia di restituire, e che in contraccambio altro non faceva che dare il sacco alle terre de' Romani, ed inviare delle minacce a Roma: è sembrato a me ben più probabile che tali azioni e questo avviso appartengano all'anno 738, o certamente molto prima d'ora accadessero, dacchè si è, a mio credere, veduto che già s'era stabilita buona armonia fra il papa e il re Desiderio. Seguitava intanto l'imperador Costantino ad infierir contro i difensori delle sacre immagini, e il re Pippino continuava la guerra contro il duca dell'Aquitania. E perciocchè gran rumore per la cristianità avea fatto la traslazione di varii corpi di Santi, seguita in Roma per ordine e zelo di papa Paolo, si invogliarono d'essi anche le chiese della Gallia, ma più quelle della Germania, perchè prive di questi sacri pegni. Cominciossi dunque più di prima, e specialmente verso l'anno corrente, dai Tedeschi e dai Franchi a far delle premurose istanze a Roma, per ottenere dei corpi santi, o almeno qualche loro reliquia; ed appunto in questi tempi si raccontano alcune strepitose traslazioni, delle quali parlano gli Annali ecclesiastici.