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Annali d'Italia, vol. 3 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 3 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 24: DCLXXXV
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About This Book

A chronological compilation of Italian annals that assembles year-by-year reports, documentary extracts, and comparative notes to recount political, military, and ecclesiastical developments from the early medieval era onward. Entries describe sieges, campaigns, dynastic changes, local incidents, and church affairs while noting conflicting testimonies and suggesting probable sequences. The text alternates narrative summaries with source citations and commentary on reliability, providing a continuous framework of regional shifts, institutional transformations, and notable personages across successive years.

   
Anno di Cristo DCLXXXV. Indiz. XIII.
Giovanni V papa 1.
Giustiniano II imperadore 1.
Bertarido re 15.
Cuniberto re 8.

Lagrimevole riuscì quest'anno per la morte del piissimo imperador Costantino Pogonato, ossia barbato, succeduta nel principio di settembre, e tanto più fu essa deplorabile, perchè lasciò successore dell'imperio, ma non delle sue virtù, Giustiniano II suo primogenito, già dichiarato Augusto negli anni addietro. Era questo principe appena entrato nel sedicesimo anno della sua età; e però, inesperto nel governo de' popoli, tardò poco a sconvolgere il buon ordine lasciato dal padre, e a tirare addosso a sè e a' suoi sudditi delle calamità sonore. Diede parimente fine alla breve carriera del suo pontificato papa Benedetto II nel dì 7 di maggio del presente anno, e i suoi meriti il fecero registrare nel ruolo de' santi. Dopo due mesi e quindici giorni di sede vacante fu a lui sostituito nella cattedra di san Pietro Giovanni V, nato in Soria, uomo di petto, scienziato e moderatissimo in tutte le sue azioni [Anastas. Bibliothec., in Johann. V.]. Egli è quel medesimo Giovanni diacono che fu mandato da papa Agatone per uno de' suoi legati al concilio sesto ecumenico, e portò seco a Roma gli atti del medesimo concilio, ed inoltre gli ordini pressanti dell'imperador Costantino Pogonato, perchè fossero restituiti o conservati alla Chiesa romana i varii patrimonii che ad essa appartenevano nella Sicilia e Calabria, se pur non vuol dire lo storico ch'esso Augusto esentò quei patrimonii da un'indebita contribuzion di grano ad essi imposta dai ministri cesarei. Secondo i conti di Camillo Pellegrino [Peregrinus, Histor. Princip. Longobard., tom. 2 Rer. Italic.], in quest'anno Gisolfo duca di Benevento mosse guerra alla Campania romana. Ma ne parleremo di sotto all'anno 702.