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Annali d'Italia, vol. 3 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 3 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 331: DCCCCXCII
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About This Book

A chronological compilation of Italian annals that assembles year-by-year reports, documentary extracts, and comparative notes to recount political, military, and ecclesiastical developments from the early medieval era onward. Entries describe sieges, campaigns, dynastic changes, local incidents, and church affairs while noting conflicting testimonies and suggesting probable sequences. The text alternates narrative summaries with source citations and commentary on reliability, providing a continuous framework of regional shifts, institutional transformations, and notable personages across successive years.

   
Anno di Cristo DCCCCXCII. Indizione V.
Giovanni XV papa 8.
Ottone III re di Germania e d'Italia 10.

Dacchè fu alzato alla dignità ducale in Venezia Pietro Orseolo II, siccome persona di grande attività e senno, spedì tosto a Costantinopoli i suoi legati, ed ottenne dagl'imperadori Basilio e Costantino la bolla d'oro contenente la conferma di tutte le libertà ed esenzioni godute in addietro dal popolo di Venezia per tutto l'imperio d'Oriente. Studiossi ancora di stabilir buona amicizia con tutti i principi de' Saraceni, a' quali per tal effetto mandò ambasciatori. Ma particolarmente ebbe cura di far confermare al re Ottone III i vecchi patti. Si legge nella Cronica del Dandolo [Dandul., in Chronic., tom. 12 Rer. Ital.] il diploma di tal conferma, conceduta da esso re interventu et petitione nostrae dilectissimae dominae aviae Adelheidae imperatricis Augustae: il che fa conoscere che la santa imperadrice tuttavia dimorava in Germania nella corte del re suo nipote. E il diploma è dato XIV kalendas augusti, anno dominicae Incarnationis DCCCCXCII, Indictione V, anno vero domni Ottonis III regnantis nono. Actum Molinhusen. Asserisce Lupo Protospata [Lupus Protospata, in Chronico.] che in quest'anno si provò una terribil carestia per tutta l'Italia. Non già nell'anno 991, come stimò il Sigonio [Sigonius, de Regno Ital., lib. 7.], ma bensì nel fine del presente, diede fine ai suoi giorni Aloara principessa di Capua, già moglie di Pandolfo Capodiferro, la quale fin qui col figliuolo Landenolfo [Leo Ostiensis, Chron., lib. 2, cap. 10.] virilmente avea governato quegli Stati. Siccome osservò il cardinal Baronio [Baron., in Annal. Eccles.], ella avea fatto ammazzare un suo nipote conte, per paura ch'egli col suo credito potesse occupare il principato a' suoi figliuoli: perlochè san Nilo abbate le predisse che mancherebbe la stirpe sua, siccome in fatti da lì a non molto avvenne.