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Annali d'Italia, vol. 3 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 3 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 73: DCCXXXIV
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About This Book

A chronological compilation of Italian annals that assembles year-by-year reports, documentary extracts, and comparative notes to recount political, military, and ecclesiastical developments from the early medieval era onward. Entries describe sieges, campaigns, dynastic changes, local incidents, and church affairs while noting conflicting testimonies and suggesting probable sequences. The text alternates narrative summaries with source citations and commentary on reliability, providing a continuous framework of regional shifts, institutional transformations, and notable personages across successive years.

   
Anno di Cristo DCCXXXIV. Indizione II.
Gregorio III papa 4.
Leone Isauro imperadore 18.
Costantino Copronimo Augusto 15.
Liutprando re 23.

Circa questi tempi potrebbe essere accaduta la fondazione di Città Nuova fatta dal re Liutprando, quattro miglia lungi da Modena, sulla via Emilia, ossia Claudia, come da assaissimi secoli in qua noi diciamo. Doveano essere in quella parte del territorio modenese dei boschi, e niuna casa, e però quivi nascondendosi gli assassini, infestavano la strada regale della Lombardia, che passava per colà. Ora venne in mente al re di fabbricar quivi una terra o città, con piantarvi una colonia di Modenesi, acciocchè da lì innanzi restasse il passo ben guardato dagli assassini. Quivi tuttavia nella facciata della parrocchiale di san Pietro, che sola resta di quell'illustre luogo, ne esiste la memoria in un marmo, benchè logorato dal tempo e mancante nel fine. Le parole che ivi si leggono, son le seguenti in lettere romane:

HAEC XPS FVNDAMINA POSVIT FVNDATORE

REGE FELICISSIMO LIVTPRAND PER EVM CEB...

HIC VBI INSIDIAE PRIVS PARABANTVR,

FACTA EST SECVRITAS, VT AX SERVETVR.

SIC VIRTVS ALTISSIMI FECIT LONCIBARD.

TEMPORE TRANQVILLO ET FLORENTISS.

OMNES VT VNANIMES.... PLENIS PRINC....

Dissi illustre luogo, perchè nominato anche nel testamento di Carlo Magno, e veramente divenuta città dove dimorava un conte, cioè un governatore, o un gastaldo, cioè un regio uffiziale che amministrava giustizia, come ho con varii documenti provato nelle Antichità italiche [Antiquit. Italic., Dissert. XXI.]. Dopo il mille andò in rovina essa Città Nuova, probabilmente perchè il popolo di Modena volle maggiormente ampliare e popolare la propria città. Dura nondimeno tuttavia il nome della villa di Cittanova.