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Annali d'Italia, vol. 3 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 3 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 99: DCCLX
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About This Book

A chronological compilation of Italian annals that assembles year-by-year reports, documentary extracts, and comparative notes to recount political, military, and ecclesiastical developments from the early medieval era onward. Entries describe sieges, campaigns, dynastic changes, local incidents, and church affairs while noting conflicting testimonies and suggesting probable sequences. The text alternates narrative summaries with source citations and commentary on reliability, providing a continuous framework of regional shifts, institutional transformations, and notable personages across successive years.

   
Anno di Cristo DCCLX. Indizione XIII.
Paolo I papa 4.
Costantino Copronimo imperadore 41 e 20.
Leone IV imperadore 10.
Desiderio re 4.
Adelgiso re 2.

Fu scritta in quest'anno la lettera vigesima prima del Codice Carolino da papa Paolo al re Pippino. In essa gli significa, essere convenuto fra Desiderio re de' Longobardi, e Remedio ed Autario duca, inviati d'esso re Pippino, che per totum instantem aprilem mensis istius XIII, Indictione dell'anno presente, il suddetto renderebbe a s. Pietro tutte le giustizie, cioè i patrimonii, i diritti, i luoghi, confini e territorii diversarum civitatum nostrarum reipublicae Romanorum. Aggiugne, che una parte già n'era restituita, e che il re longobardo faceva in breve sperare il restante. In questo medesimo anno vo io conghietturando che sia scritto la lettera vigesima sesta del Codice Carolino, riferita all'anno 757 dal Cointe e dal padre Pagi. Quivi papa Paolo fa sapere al re Pippino che il re Desiderio nell'autunno precedente per sua divozione era venuto a Roma, e che parlando seco, restò conchiuso d'inviare i messi del medesimo re con quei del re Pippino per diverse città affin di liquidare le giustizie della Chiesa romana, mostrandosi egli pronto alla restituzione di tutto. Soggiugne che in fatti questa si era effettuata nei ducato di Benevento e nella Toscana, e che si era dietro a fare lo stesso nel ducato di Spoleti e negli altri luoghi dove occorreva: il che fa sempre più intendere che sotto nome di giustizia venivano beni patrimoniali ed allodiali, e non già luoghi giurisdizionali. Ringrazia inoltre il re Pippino, perchè abbia raccomandato al re Desiderio di forzare i re di Napoli e di Gaeta (non già che questi portassero il titolo di re, ma perchè erano duchi di somma autorità indipendenti dal regno longobardico, sottoposti nondimeno ai greci imperadori) a forzarli, dissi, a rendere anch'essi i patrimonii esistenti sotto il loro distretto, ed usurpati in addietro alla Chiesa di Roma, siccome ancora ad inviare i lor vescovi eletti a Roma per esser ivi consecrati; e non già, come si può conghietturare fatto in addietro a Costantinopoli, cercando que' patriarchi coll'autorità dell'eretico Augusto di dilatare le lor fimbrie in pregiudizio della santa Sede romana. Vedemmo di sopra all'anno 758, che il re Desiderio avea preso e cacciato in prigione Alboino duca di Spoleti, perchè reo di ribellione al suo regno. Il catalogo posto avanti alla Cronica del monistero di Farfa [Rer. Italic., P. II, tom. II.] ci fa vedere in quest'anno sostituito in suo luogo il duca Gisolfo. Ma forse ciò avvenne nell'anno precedente, trovandosi fra le carte del monistero medesimo una scritta anno II Gisulfi. Actum in marsis mense januario Indictione XIIII, cioè nel gennaio dell'anno seguente, in cui correva l'anno secondo del suo ducato. Ci fanno anche intendere queste note che il paese di Marsi formava allora una porzione del ducato medesimo.