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Annali d'Italia, vol. 8 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 8 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 68: MDCCCXV
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About This Book

Il volume prosegue la cronologia di Muratori a partire dal 1750, esaminando gli avvenimenti politici, ecclesiastici e sociali successivi al trattato di Aquisgrana e al congresso di Nizza. Combina un attento uso di documenti e giudizio critico per stabilire la cronologia, districare distorsioni di parte e valutare con imparzialità personaggi e istituzioni. La narrazione registra cerimonie pontificie e la vita pubblica, segnala le difficoltà nel rappresentare eventi recenti fra partiti attivi e passioni, e riflette sui metodi storiografici necessari per trattare l'abbondante documentazione moderna. Episodi di sconvolgimento, riforma e declino vengono inquadrati nei temi della virtù, del vizio e delle alterne sorti degli stati italiani.

   
Anno di Cristo MDCCCXV. Indizione III.
Pio VII papa 16.
Francesco I imperad. d'Austria 10.

Mentre Napoleone Buonaparte, evaso il dì 26 di febbraio dall'isola d'Elba, che gli era stata data in sovranità, faceva il solenne suo reingresso, addì 21 del seguente marzo, nella capitale della Francia, Gioacchino di Napoli, prevedendo di non potersi a lungo sostenere sul reale suo seggio col beneplacito delle potenze alleate, pensò di muoversi con le sue schiere verso l'alta Italia, chiamando da per tutto gl'Italiani ad unirsi a lui a fine di rendere la patria independente. Oppose l'Austria imponentissime forze all'ardito tentativo del Napoleonide, il quale, vinto dagli avversarli, abbandonato da' suoi, perdette il regno, in cui fu redintegrata l'antica dinastia. Gioacchino, la notte del 19 al 20 maggio, in compagnia di Manhes generale e di qualche altro, imbarcatosi, andò in Francia, dove fu male accolto. Si risolvette allora a passare in Corsica; e quivi ebbe avviso delle condizioni sotto le quali l'imperatore Francesco gli concedeva generosamente un asilo ne' suoi Stati. Ma correndogli intorno molti fuorusciti che l'avevano servito a Napoli, egli s'imbarcò, la notte del 28 settembre, con essi ad Ajaccio, per irrompere nella Calabria. Ma il dì 13 ottobre trovò a Pizzo la morte.

Intanto era, il dì 8 di agosto, caduta Gaeta, e con essa tutto il regno tornò sotto il dominio dell'antico signore, il quale, sbarcato già a Baia il dì 5 di giugno, fece in appresso il trionfale suo ingresso nella esultante Napoli.

Ceduta nel congresso di Vienna l'isola dell'Elba al granduca di Toscana, le armi sue costrinsero alla resa la fortezza di Portoferraio, che ancor si teneva, e quindi dell'intera isola presero possessione il dì 6 di settembre.

Napoleone, partito per l'isola di Sant'Elena il 26 luglio, vi giunse nel dì 13 ottobre seguente.