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Annali d'Italia, vol. 8 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 8 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 69: MDCCCXVI
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About This Book

Il volume prosegue la cronologia di Muratori a partire dal 1750, esaminando gli avvenimenti politici, ecclesiastici e sociali successivi al trattato di Aquisgrana e al congresso di Nizza. Combina un attento uso di documenti e giudizio critico per stabilire la cronologia, districare distorsioni di parte e valutare con imparzialità personaggi e istituzioni. La narrazione registra cerimonie pontificie e la vita pubblica, segnala le difficoltà nel rappresentare eventi recenti fra partiti attivi e passioni, e riflette sui metodi storiografici necessari per trattare l'abbondante documentazione moderna. Episodi di sconvolgimento, riforma e declino vengono inquadrati nei temi della virtù, del vizio e delle alterne sorti degli stati italiani.

   
Anno di Cristo MDCCCXVI. Indizione IV.
Pio VII papa 17.
Francesco I imperad. d'Austria 11.

Due soli avvenimenti meritano di essere notati nel presente anno.

Francesco d'Austria venne nei primi mesi a visitare il nuovo suo regno d'Italia, che aveva assunto il nome di Lombardo-Veneto per conoscere da sè i bisogni dei popoli, cui voleva ammessi a godere dei frutti d'una saggia amministrazione. All'ordine della Corona di ferro, già instituito sotto il precedente regno, diede l'Augusto imperatore nuovi statuti, fissando il numero dei cavalieri a cento; cioè venti della prima, trenta della seconda e cinquanta della terza classe, in tal numero non compresi i principi della casa imperiale.

L'altro fatto degno di ricordanza si è la restituzione alle italiane città tutte degli oggetti d'arti e di scienze stati loro in varii tempi rapiti. I trattati ultimi di Parigi avevano obbligata la Francia a restituire una preda che senza il più grave insulto alla proprietà ed all'onor nazionale, non dovea essere fatta all'Italia. Roma, Firenze, Bologna, Venezia, Torino ebbero più delle altre a rallegrarsi dell'aver ricuperato un numero prodigioso di produzioni dell'ingegno de' loro figli, che le rendono superiori per questo conto a qualunque più ricca città del mondo.