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Annali d'Italia, vol. 8 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 cover

Annali d'Italia, vol. 8 / dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Chapter 77: NOTE:
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About This Book

Il volume prosegue la cronologia di Muratori a partire dal 1750, esaminando gli avvenimenti politici, ecclesiastici e sociali successivi al trattato di Aquisgrana e al congresso di Nizza. Combina un attento uso di documenti e giudizio critico per stabilire la cronologia, districare distorsioni di parte e valutare con imparzialità personaggi e istituzioni. La narrazione registra cerimonie pontificie e la vita pubblica, segnala le difficoltà nel rappresentare eventi recenti fra partiti attivi e passioni, e riflette sui metodi storiografici necessari per trattare l'abbondante documentazione moderna. Episodi di sconvolgimento, riforma e declino vengono inquadrati nei temi della virtù, del vizio e delle alterne sorti degli stati italiani.

   
Anno di Cristo MDCCCXXII. Indizione X.
Pio VII papa 23.
Francesco I imperad. d'Austria 17.

Gli Stati di Napoli di qua dal Faro, o fosse la presenza di numerosi presidii tedeschi, o la vigilanza della polizia, che senza posa preveniva tutte le combriccole che di soppiatto si tenevano, godevano d'una quiete da molto tempo insolita. I masnadieri e gli assassini del continuo perseguitati e senza remissione puniti. Ma così non era in Sicilia, ove le opinioni continuavano ad essere in guerra fra loro, e le falangi alemanne potevano a stento reprimere nelle vicinanze delle città popolose il brigantaggio. Frequenti erano gli assassinii e gli omicidii: le carceri rigurgitavano di sospetti, di rei e di prevenuti. Fecersi le vendette private quasi più che altrove sentire, e fu d'uopo a' magistrati d'una fermezza particolare per giungere nel corso dell'anno a rendere la pace alle famiglie, la quiete a' cittadini, la sicurezza ai viandanti.

La condizione critica nella quale da molto tempo trovavasi la Spagna, consigliò i monarchi ad unirsi in congresso a Verona, dove convennero gl'imperatori d'Austria e di Russia, i re di Prussia e delle Due Sicilie, il re e la regina di Sardegna, il granduca di Toscana con suo figlio, la duchessa di Parma, il duca di Modena ed il principe reale di Svezia, le altre potenze mandato avendo i loro plenipotenziarii. Le risoluzioni di questo congresso non solamente furono notificate all'Europa con una circolare dei monarchi alleati diretta a tutte le loro rispettive legazioni e rese pubbliche, ma ben anche portate ad esecuzione con la guerra nell'anno dopo fatta alla Spagna. Per quelle conferenze maggiore concordia risultò tra le alte potenze unite nella sacra alleanza, e tutte le loro misure furono più specialmente dirette a sopire ogni germe di novità negli ordini di pubblico reggimento, e viemmaggiormente solidare il principio della legittimità nei troni.

Il dì 13 ottobre morì a Venezia Antonio Canova.

E qui, alla morte di questo sommo ingegno, onor delle arti belle e del suolo natio, qui in mezzo alla profonda pace e tranquillità dell'Italia deponiamo la penna per non ripigliarla mai più in trattazioni tanto superiori alle nostre forze, e nelle quali solo una eccessiva condiscendenza ci ha impegnato.

FINE DEGLI ANNALI.


NOTE:

1.  Non so per quale svista l'egregio Botta faccia da Giuseppe II vedere il Tanucci morto otto mesi prima che il principe austriaco si fosse recato a Napoli: forse fu per desiderio di lui.

2.  Musica tedesca suol dirsi quella nella quale predomina l'armonia alla melodia, quest'ultima invece signoreggiando nella musica che diciamo italiana.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Per facilitare la consultazione è stato aggiunto un indice alla fine del testo.