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Architettura comacina

Chapter 3: NOTE
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About This Book

Il testo offre un esame dell'architettura lombarda e comacina, trattandone le origini, il ruolo dei maestri comacini e il loro modo di lavorare per parti specializzate, che spiega irregolarità formali e al tempo stesso l'unità d'espressione. Descrive forme e elementi costruttivi ricorrenti — contrafforti esterni, nervature delle volte, archivolti multipli, capitelli cubici, piloni poligonali, colonne accoppiate — oltre a porte con ampie strombature, finestre bifore e trifore e fregi di archetti. Si osservano inoltre le scelte decorative, l'uso talvolta policromo dei marmi e alcuni esempi locali che illustrano la diffusione e l'evoluzione dello stile.

NOTE

Pag. 5. I monumenti più importanti dell'architettura lombarda furono singolarmente rappresentati e descritti nella nota e splendida opera del Dartein: Étude sur l'architecture lombarde. I disegni che accompagnano questo breve saggio sono ricavati da fotografie e da schizzi originali eseguiti da me, in parte, e in parte dal mio caro amico Daniele Donghi.

Pag. 11. Negli edifizi comensi, l'uso della decorazione policroma, all'esterno e all'interno, è più diffuso. La bellissima chiesetta di Santa Maria del Tiglio in Gravedona, sulla riva del lago di Como, è rivestita di marmi neri e bianchi, disposti a fascie orizzontali, alternate abbastanza regolarmente nelle quattro facciate. Le arcate interne son formate degli stessi marmi, tolti alle vicine cave di Musso e di Olcio sul lago di Lecco. Le pareti, spianate accuratamente, doveano essere, in origine, intieramente coperte di affreschi, simili a quelli che ancora rimangono nel S. Fedele a Como e nel S. Pietro a Civate; di quelle pitture non si vedono oggi che pochissimi avanzi.

Il piccolo chiostro di Piona appartiene all'ultimo periodo dell'architettura lombarda, ed è notevole, oltre che per la bellezza dei capitelli e delle basi, elegantemente modellati, pei marmi che rivestono il fregio e le arcate, disposti a fascie concentriche di color bianco, rosso e nero alternati.

Pag. 17. Il battistero ottagonale annesso alla chiesa arcipretale di Lenno fu costruito nel secolo undecimo. Le muraglie esterne son formate di pietra calcare giurese, grossamente squadrata, disposta a corsi regolari, interrotti da lesene agli spigoli e da colonnine incastrate, che legano la base agli archetti del fregio; una di queste colonnine cade sulla chiave dell'archivôlto della porticina centrale. Il tetto segue la curvatura dell'estradosso della vôlta che lo sostiene.

INDICE DELLE FIGURE

Fianco della chiesa di Santa Maria del Tiglio in Gravedona (Lago di Como) Pag. 7
Cortile del chiostro di Piona (Lago di Como) 9
Particolari delle arcate nel chiostro di Piona 10
Fregio di coronamento e zoccolo nella chiesa di Santa Maria del Tiglio in Gravedona 12
Porta del battistero di Varese 14
Veduta del battistero di Lenno (Lago di Como) 17
Capitelli e architravi nella chiesa di Santa Maria del Tiglio in Gravedona 21

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.