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Avvenimenti faceti: Raccolti da un Anonimo Siciliano del secolo XVIII cover

Avvenimenti faceti: Raccolti da un Anonimo Siciliano del secolo XVIII

Chapter 64: 61. Naso in giudizio condannato da un Ficarrese.
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About This Book

A compilation of humorous and anecdotal pieces drawn from an early-eighteenth-century Sicilian manuscript, presented with editorial notes and variant readings. The entries range from burlesque mishaps and witty sayings to scenes drawn from religious ceremonies, parish life, local festivities and short letters, preserving dialectal turns and oral-tradition forms. Many items circulate as popular tales that were localized and retold, and the collection balances lively folk humour with documentary detail about ritual, speech patterns and regional customs.

61. Naso in giudizio condannato da un Ficarrese.

Predicava nella terra di Naso un religioso il suo quaresimale. Toccò, al solito, far la predica sopra il Giudizio universale, e procurò farlo con tutta lena, per imprimere sacro orrore ne' cori de' Nasitani. Or egli doppo che esprimeva colle più vive formule, ora i segni che lo precedono, ora l'avvenimenti che lo accompagnano, ora la sentenza finale che lo sossiegue, per fare una grande impressione ai suoi uditori si valeva di quella figura[ta] repetizione: O Nasu o Nasu, undi ti vai a ficchi lu jornu di lu Giudiziu? Era capitato in quella mattina in Naso un'arteggiano della terra delle Ficarre, quattro miglia distante da Naso, e comecchè la vicinanza de' paesi suole alle volte producere gare, queste due terre appunto hanno l'ambizione di essere in tutto una miglior dell'altra, e spesso tra quei paesi succedono civili contese. Il Ficarrese, essendo l'ora della predica, entrò cogl'altri in chiesa per approfittarsene; mà udendo così spesso dal predicatore: O Nasu o Nasu, undi ti vai a ficcari lu jornu di lu Giudiziu? si valse del punto a fare che restassero celebri i Nasitani in tutto il Regno nostro ed in tutti i secoli avvenire; si spiccò prima dal luogo dove era situato, si collocò sù la soglia della porta della chiesa; ed in udire dal predicatore la solita repetizione: O Nasu o Nasu, undi ti vai a ficcari lu jornu di lu Giudiziu? con voce più sonora rispose: Tra lu purtusu di lu culu! Ed in dir ciò si mise precipitosamente a fuggire.