Ragani Cesare. Marito della cantante Giuseppina Grassini, 136.
Rajberti Giovanni. Uno dei maggiori poeti milanesi, 368. — I fest de Natal ed altre sue poesie, 373. — Suoi libri in prosa: Il viaggio d'un ignorante, Il gatto, 374.
Ranza Antonio. Chi era e donde veniva, 51. — Stampa giornali ed opuscoli incendiari, 52. — Il suo Rivoluzionario, 52. — È imprigionato nel Castello e vi muore, 52.
Rapp Giovanni. I suoi Mémoires sulla campagna di Russia, 262.
Rasori Giovanni, medico, demagogo. È socio del Teatro Patriottico, 107. — Seduta in sua casa, 116. — Capo di un'assurda scuola medica, 320.
Rastopcin, Generale. Ordina di incendiare Mosca, 267.
Reggimento (Il 111º) Fanteria piemontese. Suo comandante 259. — Sue eroche geste, 260. Battaglia di Barodino, 264. — A Semenoffskoie, 265.
Regno d'Italia. Proclamato da Napoleone I, il 31 marzo 1805, in Milano, 230. — Uomini grandi che lo illustrarono, 246. — L'esercito italiano in Russia, 254. — Tempestose sedute del Senato, 286, 288. — Il Regno cade dopo nove anni di vita (20 aprile 1814), 294.
Repubblica Cisalpina. Sua costituzione, 39. — Solennità della sua proclamazione, 42. — Sua effimera vita, 92. — Simpatia per la società del Teatro Patriottico, 115. — Sua restaurazione, 196. — È trasformata da Napoleone in Repubblica Italiana, 199.
Repubblica Italiana. Succede per ordine di Napoleone alla Cisalpina, il 26 gennaio 1802, 199. — Come era formata, 200. — Sua solenne inaugurazione il 14 febbraio 1802, 201. — Ordine sull'innesto del vaiuolo, 203. — Le succede il Regno Italico, 230. — Documenti sull'atto di costituzione, 388.
Resta Giuseppe. Rende omaggio al giovane Bonaparte, 37.
Rivista Europea. Periodico fondato dal Battaglia, 55.
Rivoluzionario (Il). Giornale fondato da Antonio Ranza, 52.
Rode Pierre, di Bordeaux. Amante della cantante Giuseppina Grassini, 133.
Roma (Teatro Valle). Prima rappresentazione dell'Aristodemo del Monti, 394.
Romagnosi Domenico. La sua opera Genesi del diritto penale, 247.
Romantici. Lotta coi Classicisti, 3. — Si adunano in casa Porro, 329. — Un banchetto romantico, 330. — Scritti contro il classicismo, 331. — Sono difesi dal Porta, 332. — L'Accattabrighe e la Biblioteca Italiana contro il romanticismo, 335. — In tribunale, 337. — Polemiche fra Romantici e Classicisti, 338.
Rossari Luigi. Epistola in versi direttagli dal Porta infermo, 345.
Rossaroll Giuseppe. Prende parte alla campagna di Russia, 259.
Rossi P. Quirico, gesuita. Sua predicazione, 168.
Rossignoli P. Gregorio, gesuita. Autore dell'opera Le meraviglie di Dio ne' suoi Santi, 168. — Da detta opera il Porta trae la sua novella Fraa Zenever, 168.
Rossini Gioacchino. Caporione della allegra società veneziana la «Corte busonica», 68.
Rovani Giuseppe. A proposito del Porta, 141. — La letteratura dialettale e il Porta, 370.
Rovida Alessandro. Suo soprannome nel Collegio dei Nobili, 380.
Ruga, Avvocato. Nominato da Napoleone membro del Comitato della Repubblica, 197. — Amori di sua moglie, 110. — È notata alla rappresentazione del turpe Ballo del Papa, 110.
Sala Carlo, frate sfratato, già scrivano del Voltaire. Suo supplizio, 10.
Salfi Francesco. Intimo di Ugo Bassville, e socio della Patriottica, 107. — Ha la direzione del Teatro alla Scala, 389.
Saliceti Cristoforo. È inviato da Napoleone a spogliare la cattedrale e il vescovado di Lodi, 36.
Salvador Carlo. Amico di Marat, 33. — Il suo giornale Il Termometro, 49. — Vien bastonato e messo in prigione; sua misera fine, 50.
Salvioni Carlo. Studioso del Porta, 382.
Sand George. Sua amicizia con Maddalena Bignami, 108. — Suo giudizio sullo Stendhal, 391.
Sannazzari Giacomo. Il museo nel suo palazzo a S. Fedele, 324. — Compra il quadro Lo Sposalizio di Raffaello, 324.
Saurau Francesco. Governatore austriaco a Milano, 301. — Vuol conoscere l'autore della Prineide, 302. — Tiene prigioniero il Grossi due giorni, 304.
Scarpa Antonio. Suoi studi anatomici, 246.
Scherer Bartolomeo. È a capo delle truppe francesi contro gli Austro-Russi, 97. — Vien battuto e si ritira all'Adda, 98.
Schuwaloff, principe russo. Si converte al cattolicismo e si fa barnabita, 326.
Scuola di ballo. È fondata da Napoleone I, 247.
Senato di Milano soppresso da Giuseppe II, 20. — Napoleone costituisce il Senato del Regno Italico, 226. — È preseduto da Antonio Veneri, 286. — Gli austriacanti ne vogliono l'abolizione, 285. — Adunanza del 17 aprile 1814 e proposta del Melzi, 286. — Votazione tumultuosa, 287. — Tragica seduta del 20 aprile 1814, 288. — Atti ostili della folla ai senatori, 288. — Il palazzo del Senato è invaso dal popolo tumultuante, devastato e saccheggiato, 289.
Serbelloni Galeazzo, Duca, viene eletto presidente della municipalità, 42.
Serras, Generale. Sue discordie col Prefetto di Venezia barone Galvagna, 69.
Servitor (El) de la bon'ànema del pover poeta Balestrieri. Almanacco milanese del 1804, 65.
Silva (Famiglia). Sua umile origine, 8.
Soave Francesco. Maestro di Alessandro Manzoni, 20. — Fa parte dell'Istituto di Scienze e lettere, 247.
Società del biscottino. Confortatrice degli ammalati, 166.
Società della ganassa. Gaia società gastronomica veneziana: Carlo Porta la frequenta, 68.
Società (Le) filodrammatiche di Milano al tempo di C. Porta, 103.
Società Filodrammatica del Gambero, 104.
Società (La) popolare di Via Rugabella, 44.
Società degli Orfei in Venezia. Festa dell'8 febbraio 1799, alla quale interviene il Porta con l'amante, 78.
Società d'incoraggiamento alle scienze ed alle arti. Sua costituzione, 247.
Società del Giardino. Ha sede prima in Via Clerici, poi in Via S. Paolo nel Palazzo Spinola, 280. — Annovera il Porta fra i suoi soci, 281. — Feste alle quali intervengono il Porta e lo Stendhal, 201.
Sorel Alberto. Il suo libro Notes sur la campagne de Russie, 260.
Somaglia Giovanni Luca. Perora nel Consiglio dei Seniori a favore dei poveri contro gli aggravi, 56.
Sommariva Giovanni Battista. È escluso dal secondo Direttorio, 196. — Sue ruberie svelate, 201.
Stein, Generale austriaco. Dà il nome al vestito à la victime, 384.
Stendhal (Henry Beyle). Loda le poesie del Buratti, 68. — Confessa i soprusi delle truppe francesi, 96. — Bibin Catena gli insegna il giuoco dei tarocchi, 112. — Fervido ammiratore del Porta, 137. — La Nomina del cappellan, da lui citata, 149. — Orrori della guerra di Russia, 256. — Interviene alle feste della Società del Giardino, 281. — Suo amore per Matilde Dembowsky, 281. — Pubblicazioni sulla vita e i tempi di lui, 391. — La Prineide, 391.
Stoppani Pietro. Sue ridicole poesie, 335.
Stryienski C. Le sue Soirées du Stendhal, 391.
Suwaroff Alessandro, Generale russo. Invade la Lombardia coll'esercito austro-russo, 87. — Suo bizzarrissimo carattere, 97. — Entra in Milano ed è ricevuto in Duomo dall'Arcivescovo Visconti, 98.
Taglioni Maria, ballerina. La sua villa di Blevio, 326.
Tanzi Carlo Antonio, poeta dialettale milanese, 369.
Tenca Carlo. Direttore del Crepuscolo, 55. — Suo giudizio sulla comi-tragedia Giovanni Maria Visconti, 307. — Sue poesie dialettali, 368. — Direttore del Corriere delle Dame, 385.
Tennyson Alfredo. Confronto delle sue poesie In Memoriam d'un amico, con le sedici sestine del Grossi in morte del Porta, 374.
Teodolinda, Regina dei Longobardi. La Corona Ferrea donatale da san Gregorio Magno, 236.
Termometro (Il). Giornale fondato da Carlo Salvador, 49.
Thiers Adolfo. La campagna di Russia, 259.
Thorvaldsen Alberto. Bassorilievi del Trionfo d'Alessandro, 196.
Timone Emanuele. Pubblicazioni sul vaiuolo (1713), 203.
Tipografia patriottica. Stampa il giornale La France vue de l'Armée d'Italie, 59.
Tommaseo Niccolò. Sua sentenza sui preti, 160.
Torino (Armeria Reale). Vi sono conservate le «aquile» dell'esercito italiano della campagna di Russia, 272.
Torti Giovanni. Collabora nel giornale Il senza titolo, 107. — Socio della Patriottica, 107. — Sua amicizia col Porta, 225.
Tosi (Monsignore). Conforta il Porta in punto di morte, 348. — Fa lo spoglio delle poesie di lui contrarie alla religione e al buon costume, 362.
Treviglio. Dimora di Tommaso Grossi, 217.
Trezzini Angelo. Suoi versi in dialetto milanese, 368.
Tribuna del Popolo. Giornale settimanale, 52.
Trivulzio Antonio Tolomeo. Apre le sale del suo palazzo per accogliervi i poveri vecchi indigenti, 1-2.
Unione (Pia) De Vecchi. Società di dame bigotte, 165.
Vadori Annetta, soprannominata l'Aspasietta. Assiste alle serate della Società Patriottica, 107.
Varese Fabio, poeta dialettale milanese. Suoi sonetti contro gli sciocchi insuperbiti, 369.
Varrin, Generale francese. Sue estorsioni in Milano, 279.
Veladini, tipografo. Pubblica a Lugano la Gazzetta di Lugano, organo del liberalismo, 32.
Vendramin Fontana, denominata «lo scheletro di Santa Maria Maddalena», 74.
Veneri Antonio. Presidente del Senato del Regno Italico, 286. — Aduna il Senato nel tragico giorno 20 aprile 1814, 287, 288.
Venezia. Vi soggiorna il Porta, 60. — Suo impiego, sue ristrettezze economiche e sue spensieratezze, 60. — Società gioconde, 62. — Decadimento di Venezia, 61. — L'arsenale, 61. — I gondolieri, 61. — Carnevale del 1798, 62. — La Società della «Ganassa», 62. — Influenza dei poeti dialettali veneziani sul Porta, 63. — Almanacchi veneziani, 64. — Il Caffè Florian e la trattoria del Salvàdego, 66. — La «Corte busonica», 67. — Blocco degli Austriaci, 69. — Feste veneziane nel 1799, 78. — Il teatro della Fenice, 79. — Mancanza di documenti e notizie negli Archivi veneziani sul soggiorno del Porta, 380. — Il Cicognara vi espone un suo quadro, che si crede dileggi i Milanesi, 389.
Venezia (Biblioteca Quirini-Stampalia). Nota autografa del Monti sul giornale La Biblioteca Italiana, 338.
Ventura Giovanni. Sue poesie in dialetto milanese, 368. — Segue le orme di Tommaso Grossi, 374.
Verdi Giuseppe. Trae una scena della sua Aida dalla tragicommedia del Porta Giovanni Maria Visconti, 308.
Verri Alessandro. Suo soprannome nel Collegio dei Nobili, 380.
Verri Carlo. Parla al popolo il 30 aprile 1814, 288. — Cerca di salvare il Ministro Prina, 289. — Suo soprannome nel Collegio dei Nobili, 380.
Verri Pietro. Suoi suggerimenti, 1. — Combatte le ribalderie dei fermieri, 6. — Suo sogno politico, 19. — Suo motto superbo, 152 e 394.
Verzee (El) de Milan. Almanacco in dialetto milanese, 65.
Vestire alla ghigliottina. Moda introdotta in Milano sulla fine del 1795 e bosinada relativa, 27. — Il Parini leva la sua musa contro l'infame moda, 29.
Via Monte Napoleone. Vi stava di casa e vi aveva il suo ufficio il Porta, 213.
Via S. Zeno. Vi era la tipografia Patriottica, 59.
Vie di Milano nel 1775. Nomi che assumevano da oratorii, chiese, botteghe, ecc., 8-9.
Viganò Salvatore, coreografo. Balla alla Fenice di Venezia, 79. — Compone per la Scala il ballo Prometeo, rappresentato nel 1813, 192. — Sua eccellenza nella coreografia, 247.
Viliz (Russia). Gli Italiani vi vincono i Cosacchi, 264.
Visconti Ermes, uno dei capi romantici. Difeso da Carlo Porta contro i classicisti, 336.
Visconti Filippo, Arcivescovo di Milano. Incensa il generale eretico Suwaroff, 88. — Lo riceve e benedice in Duomo, 98. — Va a Lione pei Comizi e vi muore, 198.
Visconti Giovanni Maria. Dà il titolo ad una comi-tragedia del Porta in collaborazione col Grossi, 305. — Rende Milano prospera e grande, 306. — Perde varie città del suo vasto dominio, 306.
Volta Alessandro. I suoi studi, 2. — Grandeggia ai tempi del Porta, 246. — Le sue freddure, 315.
Wagram. Feste e banchetti in Milano per la vittoria di Napoleone (6 luglio 1809), 251.
Weith, commerciante. Riceve dal padre il giovane Porta per indirizzarlo alla mercatura, 17.
Winne Giustina, contessa di Rosenberg. Scrive insieme con B. Benincasa il romanzo Les Morlaques, 58.
Wurbms (Baronessa di). Sua influenza alla Corte vicereale, 274.
Zanoja Giuseppe, Abate. Architetto, poeta pariniano e segretario all'Accademia di Brera, 246. — Detrattore della fama di Giuseppe Bossi, 323.
Zanòli Alessandro. Il suo libro Sulla milizia cisalpino-italiana, 261. — Cita le perdite dell'esercito italiano in Russia, 271. — Le sue memorie sulla campagna di Russia, 391.
Zola Emilio. La sua scuola, 3. — L'Assommoir e Nanà, 190.
Zurigo. Rifugio dei patriotti italiani vessati dall'Austria, 311.
NOTE:
1. La nobiltà smascherata, presso il Calvi (Il patriziato milanese), pag. 70-71.
2. Archivio storico lombardo (quaderno di giugno 1920).
3. Calvi, Il patriziato milanese, pag. 77 e 81.
4. Scotti, Elogio dell'abate Passeroni.
5. Madama, ha qualche novità da Lione? Massacrano anche adesso i preti e i frati que' suoi birboni di Francesi che hanno buttato la legge, la religione e ogni cosa giù in un fascio?
Che cosa n'è di colui, di Pétion, che pretende, con questa bella libertà, di mettere insieme con noi nobiltà e con noi dame tutti quanti i mascalzoni? (Péthion era presidente della Convenzione, massacratore di nobili, idolo del popolo. Perseguitato poi dai rivoluzionari, fu trovato mezzo divorato dai lupi nelle lande di Bordeaux.)
A proposito: mi lasci veder quel cappello là, che ha d'intorno un velo. È stato inventato dopo che hanno ammazzato il re?
È il primo ch'è arrivato? Oh bello! oh, bello! Oh, i gran Francesi! Bisogna dirlo: non c'è popolo che sappia fare le cose meglio di quello!
6. Biblioteca ambrosiana, Raccolta, 227. (Milano, tip. Bolzani, 1795).
7. Ved. l'edizione pariniana curata da M. Scherillo (Milano, 1906, a pag. 197).
8. Gargantini, Cronologia di Milano, pag. 284.
9. Esopo dice che, in questo paese, sono state prime le donne a portare l'eguaglianza dei Francesi. — Almanacco La piazza de Mercand (Milano, 1797).
10. Memorie Manzoniane del prof. Cristoforo Fabris, Milano, 1901, pag. 82.
11. C. Cantù, Milano. Storia del popolo per il popolo (1871), pag. 285.
12. Memorie Manzoniane citate, pag. 81.
13. Giuseppe Roberti, Il cittadino Ranza (Torino, 1890).
14. Fra i manoscritti e stampe della raccolta Custodi, nella Biblioteca Nazionale di Parigi (dal numero 1545 al 1566).
15. Si può leggere il copioso manoscritto nel riparto «Risorgimento» della Biblioteca Nazionale di Roma.
16. Foscolo, Prose politiche (Firenze, Le Monnier, 1856), pag. 1-15.
17. Giornali della Cisalpina nella Biblioteca Ambrosiana: Luigi Rava, Il giornale di Bonaparte in Italia «Le Courrier de l'armée d'Italie» (Roma, 1919); Soriga, Giornali e spirito pubblico in Milano sulla fine del secolo XVII (articolo nella Rivista d'Italia, 1916); A. Périvier, Napoléon journaliste, ecc.; F. Cusani, Due appendici sulla Perseveranza, ecc.
18. Codice DCXI, classe V.
19. Poesie satiriche di Pietro Buratti, viniziano, con note dell'autore ad «usum delphini», Amsterdam, presso S. Locke e figlio.
20. Lungo (gugella è l'ago lungo per infilar fettuccie nelle guaine).
21. Sono magro senza essere una sardina.
22. Ho le ciglia nere.
23. Neri gli occhi anch'essi. Ved.: Raffaello Barbiera, Il libro delle curiosità (Bergamo, 1893), pag. 23.
24. Il codice CCCLXXXII.
25. Becattini, Storia degli anni dal 1796 al 1800 (Amsterdam), tomo I, pag. 194; Cusani, Storia di Milano, vol. V, pag. 52.
26. Pagina 67 della edizione 1888.
27. Mi pareva che un ulano mi gettasse la corda al collo, strascinandomi per Milano a ricevere brutte parole.
28. Malamani, Memorie del conte Leopoldo Cicognara (Venezia, 1888), vol. I, pag. 165.
29. Bravi signori recitanti! Se Iddio vi ha data la disgrazia d'essere corti a quattrini, vi ha compensato per altro con una bellissima sfacciataggine, che vale di più.
30. Mémoires de mademoiselle Avrillion, sur la vie privée de Joséphine (Paris, 1833), vol. I, pag. 205.
31. Calvi, Il patriziato milanese, pag. 218.
32. Id., pag. 219.
33. Lettera di Lord Byron al Murray, del novembre 1816.
34. Stendhal, Rome, Naples et Florence (Parigi, 1888), pagina 60.
35. C. Fabris, Memorie Manzoniane (Milano, 1901), pagina 87.
36. Atto I, scena IV.
37. Maggi, I consigli di Meneghino, atto I, scena I.
38. Atti ufficiali: 21 vendemmiale, anno VI (12 ottobre 1797).
39. Giornale storico, vol. XXI.
40. Tomo I, pag. 222.
41. Religione santa de' miei vecchi di famiglia — che in mezzo ai triboli delle passioni — non fai altro che tirarti indietro — in fondo al cuore, rannicchiata in un angolo....
42. Epigramma XXIII.
43. Mantovani, Diario manoscritto, vol. I, pag. 29.
44. Vol. I, pag. 54.
45. Che la guarda s'hin coss — De fa cont ona donna — Fedele de sta sort, che soo di coss — Che domà che zittis — Fareven scurì el sò.
46. Aria purissima, sottile, frizzante.
47. Cusani, Storia di Milano, cap. XIX.
48. Vedi: Raffaello Barbiera, Poesie Veneziane illustrate (Firenze, Barbèra, 1888), pag. 86.
49. Sacrifici li chiama? Signor no. Queste sono parole di lor signori, e noi poverelli non le comprendiamo. Noi facciamo le cose alla buona, senza ragionarci su tanto.
50. E io non dovevo far nulla per loro? Questa vita, questo sangue, questo fiato che respiro sono cose sue; e io non devo spenderle per lei, e adoperarle a un bisogno? (atto I, scena V).
51. C. Fabris, Memorie Manzoniane (Milano, 1901), pagina 92.
52. Raccolta di Costituzioni italiane, volume II (Torino, 1852).
53.
A proposito, illustrissimo, di vaccinazione,
Senta un po', se vuol ridere, questa che le racconto adesso;
Sarà un mese che mi è capitata,
Nel far vaccinare la Barberina.
C'era in casa del medico una mammina,
Che si trovava in un impaccio da non dirsi
Per scegliere il posto dove far inoculare
L'innesto del vaiuolo a una sua piccina.
Non qui, perchè qui dà troppo nell'occhio,
Non qui, perchè si vedrà,
Qui nemmeno, perchè le rimarrebbe la cicatrice.
Tira qua e tira là, un mondo di ragionamenti;
Finchè il medico, per calmarla:
— Facciamole l'innesto, dice egli, sulle cosce?
Oh, che pezzo di minchione!
Esclama questa signoretta all'improvviso:
Sulle cosce? Proprio!... più ancora in vista!
54. Foglio ufficiale della Repubblica italiana, anno I.
55. Andate pure, gente mia.
56. Alle due Colonne o ai Servi (nomi di due botteghe da caffè di Milano, oggi sparite).
57. A prendere un caffè che vi assassina i nervi.
58. Io, invece, sono contento di starmene qui seduto al mio caminetto.
59. Ad amoreggiare con un bicchiere di vino.
60. Ad assaporarlo e a odorarlo.
61. E se si può toccarlo con qualche amico.
62. Burlarsi guardandosi i baffi.
63. E poi d'estate? vo al Gallo (osteria, presso la Piazza del Duomo, ora sparita; già famosa).
64. Vo alla Scala, vo al Gambero, vado ai Tre Re (altre osterie scomparse).
65. Vado nel fiume Olona piuttosto che a un caffè.
66. R. Bonfadini, nella Perseveranza, 7 marzo 1880.
67. Calvi, Francesco Melzi (nelle Famiglie notabili milanesi), disp. VII.
68. Rapporto del 15 aprile 1805 (in Cantù, Cronistoria, vol. I, pag. 278).
69. Cusani, Storia di Milano, vol. VI, pag. 151.
70. Bollettino delle leggi, 1805, vol. I, pag. 49; Giornale storico, 2ª serie, vol. I, maggio 1805.
71. Mémoires, vol. I, pag. 189.
72. Cantù, Storia di Milano, pag. 292.
73. De Castro, Milano durante la dominazione napoleonica (Milano, 1880), pag. 230.
74. A guardare.
75. Che fa passare la luna davanti al sole.
76. Chi faceva affumicare un pezzo di vetro.
77. Chi faceva portare nel cortile della casa i secchi d'acqua per vedervi riflessa l'eclissi.
78. Quando si è visto venire un trombettiere.
79. Ha voluto così.
80. Mi servono così.
81. Assai poco mi manca.
82. A bruciarli tutti.
83. Ripiglia.
84. Biografia degl'Italiani viventi (Lugano, 1819), volume I, pag. 163.
85. Cattolici, apostolici e romani.
86. Slargatevi il cuore, ch'è arrivato il sospirato momento.
87. Sono qui i Tedeschi.
88. Pattan, per ischerno, venivano chiamati gli Austriaci; li dicevano anche Pattatucch (vedi Grossi, Prineide), e non solo a Milano, ma in tutto il regno Lombardo-Veneto.
89. Prediche, messe.
90. Perdon a brent, indulgenze a botti (ricorda il «Chi manna fôra l'indurgenze à bbòtte?» di Gioachino Belli, nel sonetto L'uccupazione der Papa).
91. C'è da andare in Paradiso anche addormentati, anche a non averne voglia.
92. E senza il quasi che non val niente.
93. Voglia o non voglia, tutti, non c'è caso.
94. Dobbiamo andare tutti su, in cielo, o crudi o cotti.
95. Chè ci hanno messi tutti.
96. Con lo spogliarci nudi.
97. Carteggio di A. Manzoni (Milano, 1912), vol. I, pagina 342.
98. Lettera, a pag. 345, ivi.
99. Briccone.
100. Prose e poesie scelte di Carlo Tenca, edizione postuma per cura di Tullo Massarani (Milano, 1888), vol. I, pag. 125.
101. Atti segreti, nell'Archivio di Stato di Milano (Busta CXX). Vedi tutto il cap. XIII delle Passioni del Risorgimento, di Raffaello Barbiera (Milano, Treves).
102. Due sonetti sono tuttora inediti, perchè troppo osceni. Due altri furono pubblicati nel 1903 (ved. Raffaello Barbiera, Passioni del Risorgimento; Milano, Treves, 4ª edizione, pagg. 434-35).
103. La villa della principessa di Galles fu trasformata in Grand Hôtel Villa d'Este, dove il Bourget pose la scena d'un suo romanzo, non peraltro intorno alla famigerata e infelice principessa, il cui processo riempì il mondo di scandalo.
104. Di muovere, di mescolare come si vuole.
105. Nascoste.
106. Il gusto del pasticcio.
107. Nientemeno.
108. Carteggio, vol. I, pag. 478.
109. Dal discorso di Ruggero Bonghi sul Manzoni, in occasione dell'inaugurazione della Sala manzoniana nella Biblioteca nazionale di Milano (6 novembre 1886).
110. Di passaggio.
111. L'Accattabrighe, che si stampava su carta color di rosa.
112. Ricorrevano i giorni della Settimana santa.
113. Lo pubblicò il Cantù nelle Corrispondenze di diplomatici della Repubblica e del Regno d'Italia (Milano, 1886). — Ved. le «postille» in fondo di questo libro.
114. Io, Signore, gettato in ginocchio, mi angoscio, mi dispero.
115. Mantovani, Diario manoscritto nella Biblioteca Ambrosiana (vol. VI, anno 1821).
116. Sui Frammassoni a Milano, ved. Archivio storico lombardo, vol. XV, pag. 625, e vol. XVIII, pag. 703.
117. Carteggio, vol. I, pag. 516.
118. I Promessi Sposi, capitolo XXXIV.
119. Mucchio.
120. Susurrio.
121. Il popolo milanese designava col nome di pattan il soldato austriaco.
122. Genterella (tananan è lo scricciolo, uccelletto piccolissimo detto anche forasiepi, e si applica a cose piccole: Pover tananan d'ón fieu!).
123. Strana coincidenza! Simigliante è la chiusa del sonetto del Belli Er dispotismo: «È arisposero tutti: è vvero! è vvero!