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Da un carteggio inedito cover

Da un carteggio inedito

Chapter 23: X.[34]
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About This Book

A selection of eighteen late letters by Giosuè Carducci to a countess reveals the poet's inner life during his final years, showing intellectual lucidity despite physical decline. The correspondence mixes personal recollection, expressions of tender affection and regret, reflections on Romagna and on friendships, and moments of poetic inspiration, all conveyed in a compact, incisive style. Prefatory commentary situates the letters as an affectionate tribute and as a corrective to misconceptions about his waning years, while anecdotes and memories illuminate the social and artistic circles that shaped his later life.

X. Bologna, 14 ottobre 1905.

X.[34]

Molto amata contessa Silvia,

Un gran dire della mia cera. Un miracolo: portenti. Ma intanto co'l pretesto di rendermi la forza e l'attività d'un tempo, il dottore Boschi[35] mi relega a due o tre giorni di letto forzato: e viene troppo spesso a visitarmi. Io non ho cagione di lamentarmi; ma pur troppo mi sento debole debole debole, come gli entusiasti della mia salute pur dicono. Parliamo d'altro.

Mi è ricapitato sott'occhio un ricordo a me carissimo: un album della città di Faenza, con le firme dei cittadini, e con inscrizioni significantissime. Quanti nomi a me cari di uomini animosi e valenti e di gentili donne: che belle ore mi ricordavano!

In capo a tutti mi salutò e mi parlò al cuore il nome Vostro, nobilissima Silvia, «Sylvia dulcis». E mi destò la speranza di vederVi presto.

«Instar veris enim vultus ubi tuus

affulsit populo, gratior it dies

et soles melius nitent».[36]

Addio. Ave et salve.

Giosue Carducci.

Alla n. d. sig.ra contessa

SILVIA PASOLINI-ZANELLI

Cesena.