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Da un carteggio inedito cover

Da un carteggio inedito

Chapter 25: XI.[37]
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About This Book

A selection of eighteen late letters by Giosuè Carducci to a countess reveals the poet's inner life during his final years, showing intellectual lucidity despite physical decline. The correspondence mixes personal recollection, expressions of tender affection and regret, reflections on Romagna and on friendships, and moments of poetic inspiration, all conveyed in a compact, incisive style. Prefatory commentary situates the letters as an affectionate tribute and as a corrective to misconceptions about his waning years, while anecdotes and memories illuminate the social and artistic circles that shaped his later life.

XI. Bologna, 19 novembre 1905.

XI.[37]

Contessa Silvia molto amata,

Non posso far a meno di esser triste oggigiorno. È morto il mio vero amico Giambattista Gandino. Fu il primo che conobbi in Bologna nel 1860.[38] Quanti anni, quanti dolori, e quanta fedeltà! Il latino e l'amicizia, due immutabili passioni dell'animo suo. Dall'amicizia sua non mi venne mai un turbamento; fu il re del latino puro: questa la sua vita nel rispetto mio. Peccato che Voi non l'abbiate conosciuto!

Ecco la mutazione per il Vere Novo.[39] Mutato nel verso secondo così: «Sorride e chiama»;[40] il verso sesto dica così: «E guarda gli occhi, candida Silvia, tuoi». Così tutto va bene; immagine, metro e verità.

Oggi è una giornata orribile. Il barometro si abbassa fino all'anima e proibisce di pensare. Spero che costassù in montagna l'aria sia più pura: qui pesa sul capo e sul cuore. Ahimè! oggi sto male. Passate i miei saluti affettuosi alla signora Marina e al conte, e addio.

Salve et vale.

Giosue Carducci.

Alla signora

Contessa SILVIA PASOLINI-ZANELLI

Bassano Veneto.