WeRead Powered by ReaderPub
Da un carteggio inedito cover

Da un carteggio inedito

Chapter 31: XIV.[47]
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

A selection of eighteen late letters by Giosuè Carducci to a countess reveals the poet's inner life during his final years, showing intellectual lucidity despite physical decline. The correspondence mixes personal recollection, expressions of tender affection and regret, reflections on Romagna and on friendships, and moments of poetic inspiration, all conveyed in a compact, incisive style. Prefatory commentary situates the letters as an affectionate tribute and as a corrective to misconceptions about his waning years, while anecdotes and memories illuminate the social and artistic circles that shaped his later life.

XIV. Bologna, 2 decembre 1905.

XIV.[47]

Signora contessa molto amata,

Già fin da ieri il Bacchi della Lega deve aver significato al signor conte la indegnazione mia per quello che il giornale aveva scritto, a proposito di cose mie, su Voi, etc.[48] E come Voi usate dire, la pitantana[49] mi aveva colto sul serio; e chi sa che cosa avrei scritto a quei cialtroni, degno di loro e dell'ira mia; se poi uomini di senno, e voglio contare specialmente in questa categoria il Bacchilega, non mi avessero persuaso che erano parole spese inutilmente, e che nessuno badava a quel che era scritto in quel giornale, e che quella turba di mascalzoni non vale il

«. . . . . fango che mi lorda i piedi».[50]

Vili, dire che Voi siete mossa da uno scopo occulto di tenerezze devote, per un'onorificenza di Corte! Io non conosco donna superiore a Voi nel disprezzo di simili sciocchezze. E parliamo, alla fine, d'altro.

Grazie di quello che farete con Casalboni;[51] grazie per me e per gli amici d'oltre i confini; specialmente per essi, che me potrebbero lasciare da parte. Dunque sarà una bella fotografia, che farà onore al mio ceffo; e, fuor di scherzo, all'arte cesenatica. Grazie, grazie, grazie. Onorate Voi quella degna Cesena, che tanto mi favorisce; onoratela e ringraziatela.

Voi mi dite, scrivetemi e consolatemi di Voi. Se per consolarVi vi può piacere che io dal medico Boschi sia trovato sempre più valido, ciò Vi consoli: quanto a me, io altrove cerco la mia consolazione, e Voi ben lo sapete. A proposito: come va il vostro piede? Sempre meglio, non è vero? Io e i vostri migliori amici sempre attendiamo che il conte vi riconduca alle nostre parti, ma rispettiamo i sentimenti di vostra madre, alla quale affettuosamente mi ricordo.

Addio. Lasciate la pitantana, vocabolo che non piace punto a Bacchilega, nè a me. Salve et vale.

Giosue Carducci.

Alla signora contessa

SILVIA PASOLINI-ZANELLI

Bassano Veneto.