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Da un carteggio inedito cover

Da un carteggio inedito

Chapter 33: XV.[52]
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About This Book

A selection of eighteen late letters by Giosuè Carducci to a countess reveals the poet's inner life during his final years, showing intellectual lucidity despite physical decline. The correspondence mixes personal recollection, expressions of tender affection and regret, reflections on Romagna and on friendships, and moments of poetic inspiration, all conveyed in a compact, incisive style. Prefatory commentary situates the letters as an affectionate tribute and as a corrective to misconceptions about his waning years, while anecdotes and memories illuminate the social and artistic circles that shaped his later life.

XV. Bologna, 5 decembre 1905.

XV.[52]

Signora contessa Silvia molto amata,

Oggi spedisco a Graz il mio ritratto, da accompagnarsi a quello dei veramente illustri e sacri:[53] ho scritto ai giovani che l'opera è di artista italiano, Casalboni; che vien loro in dono da gentildonna italiana, Silvia etc. Così il dono sarà più accetto e più gentile. Questo voglio che sappiate subito tanto Voi, che l'artista.

Ahimè! che brutta giornata! involuta di tenebre e di nebbia, quale da ormai due mesi è ridotta l'anima mia.

«Ma ci fu dunque un giorno

Su questa terra il sole?

Ci fur rose e vïole,

luce, sorriso, ardor?

«Ma ci fu dunque un giorno

la dolce giovinezza,

la gloria e la bellezza.

Fede, virtude, amor?»[54]

Pare che ci fossero; almeno io le ho cantate. Nel tedio invernale presente non pare davvero che ci siano. Sbaglio: sono nell'anima vostra.

Salve et ave.

Giosue Carducci.

Alla contessa

SILVIA PASOLINI-ZANELLI.

Bassano Veneto.