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Da un carteggio inedito cover

Da un carteggio inedito

Chapter 37: XVII.[60]
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About This Book

A selection of eighteen late letters by Giosuè Carducci to a countess reveals the poet's inner life during his final years, showing intellectual lucidity despite physical decline. The correspondence mixes personal recollection, expressions of tender affection and regret, reflections on Romagna and on friendships, and moments of poetic inspiration, all conveyed in a compact, incisive style. Prefatory commentary situates the letters as an affectionate tribute and as a corrective to misconceptions about his waning years, while anecdotes and memories illuminate the social and artistic circles that shaped his later life.

XVII. Bologna, 27 decembre 1905.

XVII.[60]

Signora contessa Silvia molto amata,

Che bel passeggiare, arridendo il variato sole di primavera, su per i colli dell'amenissimo Lizzano; o anche discendendo verso il piano! Affacciandosi questa visione agli occhi e all'animo conturbati da questa nebbia brumale, più triste è il tristissimo decembre. Torneremo mai sui colli di Lizzano? O al bellissimo Bertinoro? Io per me dubito.

Mi contenterei per ora, e anche per allora, di ritrovarmi nella bella saletta di Faenza, dove mi guardano tanti visi ch'io non conosco, e pure amo; o nel salone, dove tante cose possono essere cantate e suonate con musica melodia. Tacendo, nel mio silenzio mi pare di ascoltare e d'intendere. Ahimè! Inteso bene che tutto sarebbe allegrato e fatto vivo dall'aspetto e partecipazione della signora. Voi dareste la vita vera a quell'ignoto ch'io medito, che io sento, e che potrei anche rappresentare.

Questa divagazione malinconica mi fa meno uggiosa la triste nebbia. Se Voi foste qui e parlaste, svanirebbe affatto. Ma io voglio venire a Faenza.

Ricordatemi il nome della signora che mi mandò il salmone; l'americana famosa che parla e scrive così bene l'italiano.[61] Bisogna che le risponda.

Addio, addio; con l'anima profondamente contristata, in mezzo alla gioia apparente, dalla morte di Severino Ferrari:[62] grande ferita nel mio cuore!

Addio, cara signora ed amica dolcissima. Voi mi intendete.

Il vostro
Giosue Carducci.

Alla signora contessa

SILVIA PASOLINI-ZANELLI.

Faenza.