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Da un carteggio inedito cover

Da un carteggio inedito

Chapter 39: XVIII.[63]
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About This Book

A selection of eighteen late letters by Giosuè Carducci to a countess reveals the poet's inner life during his final years, showing intellectual lucidity despite physical decline. The correspondence mixes personal recollection, expressions of tender affection and regret, reflections on Romagna and on friendships, and moments of poetic inspiration, all conveyed in a compact, incisive style. Prefatory commentary situates the letters as an affectionate tribute and as a corrective to misconceptions about his waning years, while anecdotes and memories illuminate the social and artistic circles that shaped his later life.

XVIII. Bologna, 11 aprile 1906.

XVIII.[63]

Signora contessa Silvia molto amata,

Siete tornata a Faenza, nella dolce dimora in cui vi ho sempre vista io. Quella dimora è sacra per me; e deve essere anche per Voi. Quante rimembranze soavi vi rifioriscono nell'anima! Se avessi lo stile prezioso, oh quanto vi rifiorirei! Ma l'affettuoso è stile molto più nobile del prezioso, e con questo seguito a scrivere. Invano Voi fareste opera di chiamarmi alla preziosità. «Io sento e dico e rappresento il vero». Oh che bel verso! «Quidquid conabar dicere, versus erat». Così avveniva al fiorito Ovidio:[64] ma l'intima eloquenza del cuore commosso non era con lui, nè era da lui. Non vorrei fargli torto, se per lui mi sovvenissi i Marini e l'adorato D'Annunzio. Per quanto adorato? Perchè adorato? E come adorato? Problemi a cui sarebbe facile rispondere, se io avessi voglia di rompermi il capo con la poesia moderna. E già! V'è poesia moderna? E ciò che porta quel nome, lo merita? Io più che invecchio, più penso che no. E forse è una malinconia della vecchiaia.

Pensateci e rispondetemi. EccoVi dato l'argomento a una bella lettera. La quale, e tutto quello che viene da Voi, io aspetto con desiderio e affetto infinito.

Intanto Vi saluto.

Vostro
Giosue Carducci.

Alla signora contessa

SILVIA PASOLINI-ZANELLI

Faenza.