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Da un carteggio inedito cover

Da un carteggio inedito

Chapter 5: I.[1]
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About This Book

A selection of eighteen late letters by Giosuè Carducci to a countess reveals the poet's inner life during his final years, showing intellectual lucidity despite physical decline. The correspondence mixes personal recollection, expressions of tender affection and regret, reflections on Romagna and on friendships, and moments of poetic inspiration, all conveyed in a compact, incisive style. Prefatory commentary situates the letters as an affectionate tribute and as a corrective to misconceptions about his waning years, while anecdotes and memories illuminate the social and artistic circles that shaped his later life.

I. Madesimo (Chiavenna), 18 luglio 1897.

I.[1]

Signora contessa,

Grazie. Ricevei ieri la fotografia, bella molto.[2] Intanto dal Ministero di grazia e giustizia furono assegnate mille lire pe' restauri della chiesa di Polenta. Io, presso la vetta dello Spluga, a mille seicento su 'l livello del mare, poco posso fare.

Certo, non cogliere timi, come l'ape d'Orazio, circa nemus uvidique Tiburis ripas:[3] ma tra venti, rupi e torrenti, rapisco a volo qualche strofe; e vedremo.[4]

Io sto ora molto bene e non sono più zoppo. Tant'è: io non era fatto per la cattedra e l'accademia.

Ossequio Lei, e La prego de' miei saluti memori al conte, al figlio,[5] all'avv. Trovanelli.[6]

Dev.mo Giosue Carducci.

Alla gentildonna

Contessa SILVIA PASOLINI

Cesena.