WeRead Powered by ReaderPub
Dal profondo cover

Dal profondo

Chapter 31: LA VOCE
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

A sequence of lyric poems gives voice to marginalized figures — a homeless companion, a caged eagle, a self-possessed passerby, the sick and the mourning — and meditates on freedom, shame, compassion, and yearning. The poems move between sharp social observation and intimate confession, using urban and natural images to oppose constraint and desire. Tones vary from bitter irony to tender consolation and moments of radiant affirmation, often framed by religious and domestic symbols. A predominantly female speaker addresses others directly, blending indignation, empathy, and concise lyrical clarity.

LA VOCE

S'incappucciò la donna, e di soppiatto
sgusciò nel bujo, fra la porta e il muro.
Attraversar correndo il vico oscuro
niun la scôrse, sì rapido fu l'atto.
 
Ella andava a morire.—Alta la riva
non lunge, a picco, dominava il fiume.
Un balzo, un tonfo, un ribollir di schiume,
un cuore in pace, un corpo alla deriva....
 
In questo sogno ella fendea la notte,
cieca, demente, sotto vento e pioggia.
Sostò d'un tratto, su una pietra roggia,
tutta in un fascio, colle membra rotte,
 
e fu in ascolto.—Il grembo avea parlato.
Voce non era.—Dal profondo, un fremito
era; ma il corpo si contrasse, in tremito,
come innanzi al suo Verbo rivelato.
 
E più non fu la donna che un materno
invòlucro, una forza di natura
china e raccolta sulla creatura
del sangue, per difenderla in eterno;
 
e volse il dorso alla malia del gorgo,
e ritornò verso la vita dura,
e vi fu madre....—Ecco la storia oscura
d'una povera donna del sobborgo.—

[pg!187]