NOTTE SANTA
Madre, una notte di Natale io pensocon neve in terra e fulgor d'astri in cielo,e dentro il gemmeo fluttuante veloun aroma nostalgico d'incenso.Tu sfioreresti il suol col passo alatode' tuoi tempi più belli—allor che il gajocuore batteva al ritmo del telajo,e povertà ridea senza peccato.L'anima in petto io sentirei tremarequale a fior della neve il bucaneve;scendere a me vedrei, con volo lieve,bianche angelelle, nel candor lunare.Soavissima notte!...—Uno stupored'infanzia, un'innocenza di bambinoaddormentato.—Io non avrei vicinoal cuor che il soffio del tuo grande cuore.Narrerebbero intanto le campaneche nacque ancor fra i poveri Gesù.E noi s'andrebbe, io senza meta, tusenza ricordi, per le valli piane,salmodïando in pace—ed al fioriredei cieli, all'alba, in violette e in gigli,ritorneremmo tacite ai giaciglirupestri, per sognare e per morire.
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