NOTE:
[1] Trattato della lingua Ebraica sue affini del P. Bonifazio Finetti dell'Ordine de' Predicatori offerto agli eruditi per saggio dell'opera da lui intrapresa sopra i linguaggi di tutto il mondo. Venezia presso Antonio Zatta 1756. in 8.
[2] De antiquitate et affinitate linguae Zendicae, Samscridamicae et Germanicae. Dissertatio auctore P. Paulino a S. Bartholomaeo Patavii typis Semin. 1798. in 4. Il P. Paolino era molto dotto nella lingua Samscrit, che aveva imparata dai Brammani all'Indie, dove stette parecchi anni Missionario. Egli non era abbastanza buon critico, ma tenace delle sue opinioni, per le quali sostenne un ostinato contrasto col celebre P. Giorgi Agostiniano dottissimo nelle lingue orientali. Ma di ciò farò parola in altro luogo. Vuolsi avvertire, che egli chiama Samserdam l'antica lingua degl'Indiani, e questo forse è il vero suo nome, ed io lo chiamo Samscrit, perchè questo nome è più generalmente adottato, e per ciò più inteso. Lo stesso autore ha scritta pure un'altra breve dissertazione de latini sermonis origine, et cum orientalibus linguis connexione. Romae apud Ant. Fulgonium 1802. in 4. Di questa però non parlo essendo essa posteriore all'epoca assegnata.
[3] Tacit. de Situ. ec. Germ. § 2.
[4] Saggi di Dissertazioni dell'Accademia di Cortona T. 3.
[5] Napoli 1778. in 8.
[6] Dell'antiche Colonie venute in Napoli. Napoli 1764. T. 2. in 4. Al Vargas attribuisco quest'opera perchè il suo nome si legge nel titolo. Ma il Bjoernsthael ne' suoi Viaggi dice, che è del Mazzocchi, il quale anzi glie ne mostrò la continuazione, che non fu mai impressa.
[7] Pref. al tom. 1. p. XI.
[8] De praecipuis caussis ac momentiis neglectae hebraicarum litterarum disciplinae disquisitio elencthica. Augustae Taurinorum. 1769. Scrisse altresì. De necessitate linguae hebraicae in theologo ex primariis ejus officiis evicta, opera inedita. V. le Memorie della sua vita nel catalogo dalle opere inedite § XVI. Aggiungerò quì altre sue cose manoscritte, che in parte non essendo assai indicate nel citato catalogo non posso dar loro conveniente luogo, cioè introductio ad studia Orientalia, che forse è lo stesso, che la Clavis litteraturas Orientalis § XXIV. Synopsis quaestionum philologicarum Orientalium § XXIII. De sacro Orientalium linguarum usu oratio habita. Ann. 1769. XLI. Istruzione sopra gli studj Ebraici e la maniera di ben condurli § XLIII. De optima hebraicorum studiorum ratione § XLIV. Di lui si vedano gli Opuscoli di Filandro Cretense cioè del chiarissimo signor Conte Antonio Cerati T. 1. p. 122. dove fra molti leggiadri e veraci ritratti fa quello ancora di questo insigne letterato.
[9] Dell'antica lezione degli Ebrei, e dell'origine de' punti, dissertazione. Milano, Orena 1786. in 8.
[10] Bononiae apud Hieron. Corriolani ec. 1750. in 8.
[11] De antiquis litteris Hebræorum et Græcorum libellus Io. Baptistæ Bianconi. Bononiae, Colli 1748. in 4.
[12] De Hebraicorum characterum origine et antiquitate disquisitio elencthica auctore Fr. Hyacintho Arizzara. Mutinae apud Soc. Typ. 1782. in 4.
[13] De antiq. litt. Haebr. et Gr. p. 29.
[14] Ad Plin, H. N. Lib. 7.
[15] Gr. et Lat. ling. Hebr. p. 62.
[16] Diatrib. qua Bibliographiae antiquariae, et sacrae critices capita aliquot illustrantur p. 270.
[17] De Numis Hebraeo-Samaritanis. p. 165.
[18] Venezia presso Gius. Bettinelli, 1747. in 8.
[19] Epitome linguae sanctae. Neapoli 1741. Il Sisti scrisse ancora trattato delle quattro dentali. Venezia. 1766. in 8. e Trattato delle quattro gutturali e della sola aspirazione H. Ivi 1768. in 8. che non ho veduti.
[20] Il celebre Cardinal Bellarmino si offeriva di insegnar l'Ebreo in otto giorni, come dice il P. Bartoli nelle sua vita Lib. 1. Cap. 10. Ruggiero Bacone secondo il Vood, Ath. et Ant. Oxon. asseriva, che potrebbe insegnare sufficientemente questa lingua e la greca in tre giorni soli. Il P. Bohslao Balbino Gesuita ne' verisimili delle umane lettere dice d'avere ammaestrati parecchi nella greca in un giorno in modo, che potessero in essa scrivere non solo correttamente, ma anche elegantemente. Ma questi non hanno palesato i loro metodi. Altri gli hanno pubblicati, come Guglielmo Schikerdo Horologium Hebraeum, sive consilium quomodo sancta lingua spatio vigintiquatuor horarum aliquot collegis sufficenter apprehendi queat. Michele Dilhero nel 1659. pubblicò Atrium linguae sanctae Hebraicae, che domanda nulla più di sei ore. Finalmente del Gesuita Ignazio Weintenaver si ha modus addiscendi intra brevissimum tempus linguas Gallicam, Italicam, Hispanicam, Graecam, Hebraicam, et Chaldaicam, ut ope Lexici explicare queas. Francof. ad Maen. 1755. e il tempo brevissimo da lui richiesto è d'un giorno per ciascheduna di queste lingue. Quanti sogni!
[21] Dikduk lascion hakodesc, hoc est Gramatica linguae sanctae institutio cum vocum omnium anomalarum indice, et explicatione auctore Josepho Pasino. Patavii 1739. in 8. Questa è la più antica edizione, che io ne conosca; ma debbono esservene altre anteriori.
[22] De Rossi Synopsis institutionum hebraicarum. Parmae 1807. in 8. Caluso Prime Lezioni di Grammatica Ebraica. Torino 1805. in 4.
[23] A me rincresce di non potere onorare queste mie carte facendo menzione delle opere, di un uomo così dotto nelle lingue Orientali e nella Greca, quale è il Sig. Amadeo Peyron. Ma egli l'anno 1800. termine a me prescritto non aveva che 15. anni, e le dottissime cose da lui scritte appartengono al secolo presente.
[24] Istruzione sopra gli studj Ebraici, e la maniera di ben condurli. Chiave dell'Ebreo senza punti, o epilogo d'osservazioni, che ne facilitano la lettura, e l'intelligenza. Synopsis phraseologiae hebraicae. Anthologia hebraica. Tutte opere inedite, tranne l'ultima.
[25] Dikduk, sive utriusque grammaticae hebreae scilicet atque Chaldaicae accuratae disquisitiones, praecaeteris quae hactenus prodiere, castigationes non tam aequa, quam facili methodo digestae ec.
[26] Lexicon haebraicum et Chaldaico-Biblicum ordine alphabetico ad usum Collegii Urbani de Propaganda fide. Romae 1737. in fol.
[27] Grammaticae hebreae rudimenta ad usum Collegii etc. Romae 1717. in 8.
[28] Otzar lascion hukodeso (Thesaurus linguae sanctae) Lexicon hebraicum ab Antonio Zanolino T. U. D. in Seminario Patavino linguarum Orientalium praeceptore contentum ad usum ejusdem Seminarii. Patavii. Typis Joannis Manfrè. 1732. in 4.
[29] Lexicon Hebraicum et Chaldaeo-Biblicum etc. Io. Buxtorfii et aliorum doctissimorum virorum operibus excerptum digessit, multisque auxit atque illustravit Fr. Ioseph. Montaldi Ord. Praed. ec. Romae ex Typog. Io. Zempel. 1789. T. 4. in 8.
[30] Bjoern. Lettere su i suoi viaggi. T. 2. p. 211.
[31] Considerazioni intorno alla Poesia degli Ebrei, e de' Greci. Roma 1707.
[32] Osservazioni di Ottavio Maranta (cioè del Garofolo) sopra la Lettera di Bernabò Sacchi ec. Venezia 1711. in 8.
[33] I Libri Poetici dalla Bibbia. Dissertazione preliminare Capo 1. e 2. Mi servo dell'edizione Napoletana del 1773. non avendo quella più ampia di Torino.
[34] Variae lectiones veteris Testam. ex immensa M. SS. editorumque codicum congerie haustae, ad vetustissimas versiones, ad accuratiores sacrae criticae fontes ac leges examinatas, perpetuisque notis historico-criticis illustratae a Io. Bernardo de Rossi Parmae 1784. 1788. T. 4, in 4. Ne aveva prima dato un luminoso saggio con un libro intitolato Specimen variarum lectionum sacri textus, et Chaldaica Estheris additamenta cum latina versione ac notes ex MS. codice Pii VI. ac variis dissertationibus. Accedit appendix de celeberr. codice tritaplo Samaritano bibliothecae Barberine. Romae ex Typ. Prop. Fidei 1782. in 8. e di nuovo cum nova auct. praef. et variis lect. ex antiq. MS. suo codice Tubingæ 1782. in 8.
[35] Scholia critica in veteris Testamenti libros, seu supplementa ad varias sacri textus lectiones Parmae. 1798. in 4.
[36] Tutto ciò che io dico delle opere MS. di questo autore, e parte ancora di ciò che dico delle stampate è preso dalle Memorie Storiche de' suoi studj stampate in Parma il 1809.
[37] Parma 1773. in 4.
[38] Parma 1775. in 8.
[39] Elementa Sacrae Ermeneuticæ seu institutiones ad intelligentiam Sacrarum Scripturarum etc. Castri Novi Carfagnanæ 1790. in 4.
[40] Jacobi Mariae Airoli dissertatio Biblica, in qua Scripturae textus aliquot insignores adhibitis lingua Hebraea, Syriaca, Chaldaea, Arabica, Graeca, Latina per dialogismum elucidantur. Romae. 1764. Liber LXX. hebdomadum resignatus ib. 1717. et 1748. Theses contra Judaeos de LXX. hebdomadis ib. 1720. et 1748. Dissertatio de annis ab exitu Israel de Aegypto ad quartum Salomonis nell'appendice del P. Tournemine al Menochio.
[41] De praecipuis SS. Bibliorum linguis, et versionibus polemica dissertatio, cui accedunt quaestiones aliquot ex ipsarum linguarum interpretatione ortae. Patavii typis Semin. 1716. in 12.
[42] Decem disseriationes selectae in Pentateucum. Aug. Taur. 1722. in 4.
[43] Antonii Zanolini quaestiones e Sacra Scriptura ex linguarum Orientalium interpretatione ortae. Patavii 1775. in 8. Ejusdem dissertationes ad Sacram Scripturam spectantes de festis et sectis Iudaeorum ex antiquis et recentibus tum Rabbinorum tum Christianorum monumentis collectae. Venetiis 1753. in 4. Ioannis Francisci Marchini tractatus de divinitate, et canonicitate sacrorum Bibliorum. Taur. 1777. in 4. Opera postuma. Di lui si conservano ancora altre opere inedite ricche d'erudizione orientale.
[44] Napoli 1763. T. 3. in foglio.
[45] Epistola qua Cl. Celotti emendatio v. 26. Matthæi Cap. 1. rejcienda ostenditur editio secunda aucta adnotationibus et Antirrhesi Romæ 1761. in 4. La prima volta fu stampata nella nuova raccolta del Calogerà T. 10. Essa è piena d'erudizion Greca, Latina, ed Ebraica.
[46] Lucae Typis Iosephi Rocchii 1767. in 4.
[47] Sebastiani Marcutii dissertatio in Matthaei XIX. 9. Quicumque dimiserit ec. in qua hic locus ex hebraeorum antiquitatibus illustratur, Catholicae sententiae auctoritas vindicatur. Taurisii. 1752. in 4. Questo dotto, e pio Ecclesiastico ha lasciate inedite varie osservazioni, e paralleli de' migliori autori Greci, Latini, ed Italiani. Giornale di Modena T. 43. p. 72.
[48] Encyclopædia Sacrae Scripturae, sive selectae in omni scientiae et doctrinae genere quaestiones ex sacris potissimum litteris enodatae. Venetiis 1747. in 4. Non ne fu stampato che il primo volume.
[49] I Salmi tradotti in Italiano dall'originale Ebraico con accanto la versione volgata dei medesimi, e colle differenze di essa dal detto originale. Si aggiungono in fine i Cantici de' quali si serve la Chiesa nel Divino Offizio. Lucca presso Francesco Bonsignori 1787. T. 2. in 12. senza nome d'autore. La traduzione de' Cantici è fatta sulla volgata. Lo stesso autore pubblicò ancora il bel comento sui Salmi di Marco Marino da Brescia, Bononiae 1748. T. 2. in 4. cui aggiunse la traduzione dei Cantici.
[50] Le opere del P. Hintz, del P. Fantuzzi, di M. Rugilo saranno da me citate fra poco. Quella del Canati è intitolata: Supplimento, che serve per Tomo nono all'edizione di Padova de' Salmi tradotti dall'Ebraico originale da Saverio Mattei, di D. Valerio Canati C. R. T. Venezia 1785.
[51] Evas. Op. T. 3. p. 135.
[52] Salmi, e Cantici parafrasati in versi Toscani dal Canonico Alberto Catenacci Patrizio Amerino. Lucca 1794. T. 2. in 8.
[53] I Libri de' Profeti parafrasati in versi dal medesimo. Fuligno Tomassini 1796. T. 5. in 8. Vi sono uniti il libro di Giobbe, e il Cantico de' Cantici.
[54] Parnasso de' poeti classici d'ogni nazione trasportati nella lingua Italiana T. 2. p. 23.
[55] Torino 1787. in 8. Di nuovo nel T. 1. del Parnasso de' classici trasportati in Italiano, e nel T. 1. delle susue opere stampate a Piacenza il 1812.
[56] Il libro di Giobbe recato dal testo Ebraico in versi (sciolti) Italiani dall'Ab. Giacinto Ceruti Dottor di Teologia. Seconda edizione corretta aumentata ed arricchita col testo originale e con note. Roma Casaletti 1773. in 8. La prima edizione è di Torino del 1754. In questa vi sono uniti alcuni saggi della Cantica, i Salmi 44. e 135. e il Canto d'Isaia al C. 14.
[57] Diz. Stor. degli Ant. Ebr. T. 2. p. 79.
[58] Questa edizione appartenendo al secolo presente non dovrebbe quì aver luogo. Io ne parlo solamente per non lasciare imperfetta la notizia, del testo Norziano.
[59] Compendio di Critica Sacra. p. 13. e seguenti.
[60] Thaddæi Ugolini Thesaurus antiquitatum sacrarum complectens selectissima clarissimorum virorum opuscula, in quibus veterum Hebræorum mores, leges, instituta, ritus sacri et civiles illustrantur. Venetiis 1744. 1769. T. 34. in f. E quì e in seguito, dove parlo d'altre lingue, passo sotto silenzio quelle opere d'antiquaria, che non appartengono alla illustrazione delle medesime. Seguo in ciò l'esempio del Rapport ec. dove s'è parlato del Museo Pio-Clementino del quale io pure farò parola, e s'è taciuto di moltissimi altri libri d'antiquaria.
[61] T. 27. p. 36. T. 28. p. 806.
[62] Le opere di bibliografia Ebraica di questo instancabile scrittore sono le seguenti. I. De Hebraicae Typographiae origine ac primitiis, seu antiquis ac rarissimis hebraicorum librorum editionibus sec. XV. Parmae 1776. in 4. E di nuovo colla prefazione dell'Hufuagel Arlangae 1778. in 8. II. De Typographia Hebraeo-Ferrariensi Commentarius historicus, quo Ferrarienses Judaeorum editiones hebraicae, hispanicae, lusitanicae, recensentur, et illustrantur. Parmae 1780. in 8. E di nuovo cum auctoris epistola, qua non nulla Ferrariensis typographiae capita illustrantur, Hufnagelii praefatione. Erlangae 1781. in 8. III. Annali Ebreo-tipografici di Sabioneta in fine della vita di Vespasiano Gonzaga del P. Affo. Parma 1780. in 4. E di nuovo tradotti in latino dal Roos con un'appendice dell'autore. Erlangae 1785. in 8. IV. De ignotis nonnullis antiquissimis hebraici textus editionibus ac critico earum usu. Accedit de editionibus hebraeo-biblicis appendix historico-critica ad nuperrimam Bibliothecam Lelongo-Marchianam. Erlangae 1782. in 4. V. Annales Hebraeo-typographici Saec. XV. Parmae 1795. in 4. VI. Annales Hebraeo-typographici ab ann. 1401. ad 1540. Parmae 1799. in 4. VII. Bibliotheca judaica antichristiana, qua editi et inediti judaeorum adversus christianam religionem libri recensentur. Parmae 1800. in 8. VIII. Apparatus hebraeo-biblicus, seu MSS. editique codices sacri textus, quos possidet novaeque variarum lectionum collationi destinat auctor. Parmae 1782. Non è di questo luogo il parlare del Catalogo di tutti i suoi codici, nè del Dizionario storico degli Autori Ebrei, perchè sono stampati nel 1802. e 1803. Dirò però che la sua Biblioteca forma l'ammirazione degli uomini dotti, che l'hanno veduta. Basti per tutti il celebre Adler il quale nel suo viaggio Biblico-critico di Roma dice, che essa merita di fare un viaggio a Parma per vederla; che chi vuole applicare allo studio de' MSS. Ebraici biblici, o alla critica de' Sacri testi primitivi può risparmiare d'intraprendere altri viaggi, e di vedere o consultare altre Biblioteche, perchè Parma sta in luogo di tutte. S. M. I. l'Arciduchessa Duchessa di Parma, per quell'amore che nutre pe' buoni studj, si è poi degnata di comprarla, e generosamente l'ha donata alla Libreria pubblica di quella Città, lasciandone però l'uso a lui finchè vivrà.
[63] Codices MSS. Bibliothecae R. Taurinensis Athenaei. Taurini ex Typogr. R. 1749. T. 2. in f.
[64] Bibliothecae Hebraicae et Grecae Florentinae, sive Bibliothecae Mediceae-Laurentianae catalogus. Florentiae 1757. in f. et in 8. T. 2.
[65] Stephani Evodii Assemani Episcopi Apamaeensis bibliothecae Mediceae Laurentianae et Palatinae codicum MSS. Orientalum Catalogus. Florentiae 1742. in f.
[66] Bibliothecae Apostolicae Vaticanae codicum manuscriptorum catalogus in tres partes distributus, in quarum prima Orientales, in altera Graeci, in tertia Latini, Italici, aliorumque Europaeorum idiimatum codices: Stephanus Evodius Assemamus. ec. digesserunt, animadversionibusque illustrarunt. Partis primae Tomus primus complectens codices Hebraicos et Samaritanos. Romae ex Typographia linguarum Orientalium Angeli Rotilii in aedibus Maximorum. 1756. in f. I tomi secondo e terzo contenenti i Codici Siriaci, e Caldei furono anch'essi stampati; ma un'incendio destatosi nella stanza dove erano questi volumi li consumò la notte de' 30. Agosto del 1768. Bjoerns. Lett. de' suoi viag. T. 3. p. 263.
[67] Si veda ivi l'elenco delle sue opere edite ai N. 1. 2. 4. 7. 11. e quello dello inedite ai numeri 2. 3. 9. 11. 12.
[68] Si veda il Catalogo delle sue opere inedite, che è unito all'Orazion funebre del Canonico Ciolli stampata in Roma il 1802.
[69] Roma 1792. in 8.
[70] Ratio institutioque addiscendae linguae Chaldaicae, Rabbinicae, Talmudicae cum singularum dialectorum etiam Latinitate donatis ec. Accedit Peregrinatio Patachiae cum interpetratione latina, et adnotationibus. Patavii 1750. in 4. Lexicon Chaldaico-Rabbinicum cum Rabbinorum abbreviaturis. Accedit disputatio de Targumim ec. et historia quædam a Rabbino Abrahamo Majemonide ex lingua Arabica in Hebraicam Rabbinicam translata. Ad usum Sem. Pat. Patavii 1747.
[71] Parimente nel Lessico alla facc. 595. alla v. רעב nel primo esempio si legge per errore ריאח invece di יראה perchè il Buxtorf nello stesso esempio ha lo stesso error tipografico.
[72] Part. I. col. 311. et 401.
[73] Rabbi Immanuelis filii Salomonis scholta in selecta loca psalmorum ex inedito eorum commentario decerpta et latine versa. Parmae 1806. in 8. Lexicon hebraicum selectum, quo ex antiquo et inedito R. Parchonis Lexico novas ac diversas rariorum ac difficiliorum vocum significationes sistit. A. B. de Rossi Parmae 1805. in 8.
[74] Voto per la verità nella Liburnen. Emphyteuseos quoad jus succedendi pendente in grado di appello avanti gl'Illustrissimi Signori Consoli di Mare di Pisa, fra i signori fratelli Moscato Ebrei da una parte, e i signori Giuseppe Pizzotti ec. dall'altra parte. Livorno 1787. in fol. Sotto nome di Rabbi Samuel Ozia è nascosto il signor Malanima. Un altro simil voto aveva egli apprestato in occasione di certa legge, che si voleva far contro al lusso dal Sinedrio di Livorno. Ma l'affare fu poi sopito prima che il voto venisse in luce.
[75] Rab. Davidis Kimchi commentarii in Isaiam Prophetam, quos ex Hebraeo in latinum sermonem vertebat notulisque illustrabat Caesar Malanimaeus J. U. D. Praeter nonnullas confutationes Jeudaicorum errorum inserta est post v. 15. Cap. 7. diatriba in explicationem totius prophetiae ile partu virgineo. Florentiae 1774. in 4. Con questo libro il signor Malanima ha mostrato quanto bene posseda le lingue Ebraica Rabbinica ed Araba, di che dà ottima testimonianza nelle brevi ma dotte annotazioni. Così avesse egli avuti maggiori incoraggiamenti, e quindi ci avesse dati i comenti dello stesso Rabbino sopra Geremia ed Ezechiele, essendo questi assai utili a ben penetrare l'indole della lingua Ebraica, ed a spiegare più, e diverse cose oscure di quei profeti.
[76] Bjoernens. Lett. T. 5. p. 35.
[77] Il Mazzuchelli lo chiama Abramo Sacerdote, cioè esprime in nostra lingua il significato del cognome, il che non si deve approvare, dovendosi dare i cognomi, come sono, non tradurli.
[78] Il Mazzuchelli ricorda solamente le sue Ottave Ebraiche colla versione Italiana all'A. S. di Francesco III. Duca di Modena ec. umiliate per il suo felicissimo ritorno ne' suoi Serenissimi Stati. Venezia, nello Stamp. Bragadina 1750. in f.
[79] MSS. Cod. Hebr. Bibl. de Rossi T. 3. Cod. 1110.
[80] Il Mazzuchelli chiama questo scrittore Sabbato Ambroni.
[81] T. 2. p. 521. 524.
[82] Ivi in fine.
[83] De Rossi Diz. degli Aut. Ebr. T. 2. p. 125.
[84] Bjoernstahel Lett. de' suoi Viaggi T. 3. p. 210.
[85] De Rossi Codd. MSS. T. 3. n. 1202. Pare che il Brièl abbia scritte ancora alcune cose sulla Scrittura sacra, le quali non sono note. Si veda de Rossi Diz. degli Aut. Ebr. T. 1. p. 75. Quelle da lui composte in lingua Italiana non appartengono al mio argomento.
[86] De Rossi Codd. MSS. T. 3. n. 1271. e Diz. degli Aut. Ebr. T. 2. p. 125.
[87] Diz. degli Aut. Ebr. T. 1. p. 62.
[88] I. D. a Lennep Etymologicum linguae Graecae. Trajecti ad Rhenum 1790. T. 2. in 8. L. C. Valchenaerii observationes academicae, quibus via munitur ad origines Graecas investigandas lexicorumque defectus resarciendos, et Io. Dan. a Lenep praelectiones academicae da analogia linguae Graecae ec. recensuit, suasque animadversiones adjecit Ev. Scheidius. ib. eod. Anno.
[89] Animadv. ad Velleri Gramm. Si aggiunga l'Hermanno de emend. rat. Gr. Gramm.
[90] Valckenaer luog. cit. Obs. VIII.
[91] Id. Obs. V. VI. Il Lennep però vuole, che i verbi di cinque lettere sieno tutti derivati.
[92] Nella sua edizione dell'Iliad. T. 7.
[93] T. 1. p. 16. edit Lips. 1691.
[94] Pyth. 2. 53: 3. 42. inopportunamente corretto dall'Heyne.
[95] Gramm. Arab. p. 447.
[96] Animadv. in Lenn. p. 285.
[97] Scheid. ivi p. 501.
[98] Dion. Halicar. lib. 1. cap. 90. Quintil. Instit. Orat. lib. 1. cap. 6.
[99] Il P. Ogerio scrisse ancora una dissertazione intorno ai motivi, per cui la lingua latina si corruppe più presto della Greca, e la stampò nel giornale di Berna; ma siccome non l'ho veduta nulla ne posso dire.
[100] Epitome Graecae Palaeographiae et de recta Graeci sermonis pronunciatione Dissertatio. Romae Typis Io. Mariae Salvioni 1735. in 4.
[101] Mitisbi Sarpedonii (Il P. Federigo Reiffemberg della Compagnia di Gesù) de vera Atticorum pronunciatione dissertatio, qua ostenditur quam longe hodierna Graecorum pronunciatio a veteri discesserit. Romae ex Typog. Hieronymi Mainardi 1750. in 4.
[102] Commentarium Graecae pronunciationis. Romae, 1751. in 4.
[103] Thomae Stanislai Velasti Soc. Iesu Dissertatio de litterarum Graecarum pronunciatione. Romae 1751. in 4.
[104] Nella pref. alla sua traduzione dei sette in Tebe tragedia d'Eschilo. Vinegia 1794. in 8.
[105] Ho detto per molti anni, perchè recentemente l'ha superato il Sig. Anastasio Giorgiade, che nel 1812 stampò a Parigi una dotta ed erudita apologia della pronunzia de' Greci moderni.
[106] Presso il Villoison Anecd. gr. p. 109. Si veda anche lo stesso Villoison. Prol. in Hom. p. XII.
[107] V. ivi.
[108] Arist. Rhet. lib. 3. cap. 8. Dionys. Halic. operum. T. 2. p. 29. 30. e altrove. Long. de Subl. Cap. 39.
[109] Napoli 1758. in 8.