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Chapter 53: PONTE DI LODI
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About This Book

A sequence of lyric poems meditates on emotional and literal exile, exploring solitude, silence, longing, and renunciation through intimate domestic and natural imagery. The speaker alternates contemplative interior monologues with brief evocative scenes, employing religious and familial motifs, thresholds and closed doors, gardens and flames to probe memory, waiting, mortality, and the desire for consolation or escape. Recurring motifs of silence and interior pain enlarge into occasional social and migratory glimpses, so the collection moves between private lament and communal displacement while preserving concise, musical stanzas that register austerity, yearning, and the persistence of hope.

PONTE DI LODI

Ponte di Lodi, i tuoi plumbei pilastri
abbracciati dall'impeto del fiume
rivedo, e i freschi spruzzi delle schiume
candide a fior dei vortici verdastri.
 
Come una volta ancor vorrei poggiarmi
alle tue sbarre, e riaver quel vento
in faccia; e mirar nuvole d'argento
specchiate in acqua, e d'esse sazïarmi.
 
Ma esser quella d'allora, con quel volto
e quell'anima, scarna adolescente
livida di superbia, impazïente
di vivere, con sensi aspri in ascolto:
 
e tutto innanzi a me: lo spumeggiante
fiume e la vita!...—Ma su via trascorsa
non si ritorna. Il tempo spinge, in corsa:
altri fiumi, altri ponti, altri miraggi.
 
E vado e vado. Finchè, un giorno.—Addio—
dirà l'anima al corpo. E sarà il fiume
natal, che, in sogno, sotto il ponte, a lume
d'astri, mi condurrà verso l'oblio.

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