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Chapter 60: NOSTALGIA
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About This Book

A sequence of lyric poems meditates on emotional and literal exile, exploring solitude, silence, longing, and renunciation through intimate domestic and natural imagery. The speaker alternates contemplative interior monologues with brief evocative scenes, employing religious and familial motifs, thresholds and closed doors, gardens and flames to probe memory, waiting, mortality, and the desire for consolation or escape. Recurring motifs of silence and interior pain enlarge into occasional social and migratory glimpses, so the collection moves between private lament and communal displacement while preserving concise, musical stanzas that register austerity, yearning, and the persistence of hope.

NOSTALGIA

V'è alcun che canta: «O sole mio......» su l'acque
verdastre della Lìmmat.—Chi?...—S'affonda,
o voce, il cuor nella tua scìa profonda,
il triste cuore ove ogni voce tacque.
 
Freddo, pioggia, crepuscolo. Beffarde
sbucan le lune elettriche, fra aloni
di nebbia. Oscure ombre mi radon, suoni
rauchi movendo dalle lingue tarde.
 
«Ja, yes.» Ma «O sole mio....» dall'altra riva
chiama il canto che forse non ha bocca,
ch'è di fantasma; e l'anima mi tocca
con la carezza d'una mano viva.
 
Batto i denti, alla pioggia. E più il mantello
su me ravvolgo, e più mi sento ignuda:
mi sferza il dorso la ferocia cruda
del croscïante gelido flagello.
 
Bene risponde, col suo scampanare
a stormo, il sangue entro le arterie folli:
—Esilio, tu sei mio perch'io ti volli,
perchè mi piacque le tue vie calcare.—
 
Esilio?... Ma qual'è dunque, o tremenda
anima, la tua vera patria?... In quale
angol di terra addormirai tu il male
tuo, che piangere sempre io non t'intenda?...
 
S'io mi buttassi a fiume, tu faresti
forse silenzio, anima disperata.
Andrei, colla corrente. Andrei, placata
all'improvviso, fin che il Sol si desti,
 
il Sole mio, sì bello e sì lontano
ch'io non lo vidi con quest'occhi ancora:
e con l'incendio de' suoi raggi indora
sol chi per lui gettò l'ingombro umano.

[pg!211]