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Fatalità

Chapter 22: POPOLANA
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About This Book

Raccolta di liriche che indaga la condizione umana come esito di sorte e miseria, mescolando ritratti di vita popolare, lavoro e maternità con meditazioni sulla solitudine, il desiderio di riscatto e la fame di riconoscimento. I versi alternano toni melanconici e d'ira, immagini di paesaggio e scene domestiche, brevi poesie dall'immediatezza emotiva e componimenti più riflessivi; la voce che emerge è giovane, appassionata e capace di coniugare indignazione sociale e affetti intimi.

POPOLANA

Giran le spole, il fil s'attorce, io canto:
Ho diciott'anni in core,
Due begli occhi, un telaio ed un amore,
Vesto d'indiana e non conosco il pianto.
 
S'io snodo e sciolgo la mia treccia rossa
Ove un raggio sfavilla,
Nel guardo a chi m'affisa una scintilla
S'accende, e in petto elettrica una scossa!
 
Ma passo noncurante, e rido in viso
Ai tentator loquaci;
Serbo per l'amor mio tutti i miei baci,
E il mondo venderei pel suo sorriso.
 
Io l'amo;—egli è il signor della fucina,
Egli è il re del martello:
Alto, robusto, nerboruto e bello,
A lui dappresso sembro una bambina.
 
Quand'egli batte il ferro arroventato
Dinanzi alla fornace,
E sul volto ha i riflessi della brace,
E s'inturgida il collo denudato,
 
Io m'esalto per lui tutta d'orgoglio,
E per lui tutto oblìo;
Il mio demone egli è come il mio Dio,
E per me sola, per me sola il voglio!....
 
E s'io l'attendo ne la mia soffitta,
E l'ora è già trascorsa,
Mi si strozza il respir dentro una morsa,
E mi sento qui al sen come una fitta:
 
Ma un passo già risuona sulle scale....
Già l'uscio si spalanca....
La mano trema e il labbro mi s'imbianca,
Ma per corrergli incontro ai piedi ho l'ale....
 
Nero di polve e splendido d'amore,
Affranto e sorridente,
Ecco, ei m'avvolge in una stretta ardente,
E sento sul mio cor battergli il core.

[pg!75]