NENIA MATERNA
Quando, bimba felice, a l'origliereDesiosa di sonno, io m'affidava,Curva su l'ago ne le lunghe sereLa madre mia vegliava.Cantando ella vegliava—era una dolceCantilena gentil come di fata,Donde il fioco ricordo ancor mi molceNell'anima turbata.Nel silenzio vanìan le note lenteCome tremando d'intima dolcezza,Vanìan per l'ampia oscurità dormente.Lievi come carezza;Ed io.... sognava.—Intorno a la mia cullaAleggiava di miti angeli un coro,D'amor parlanti a l'anima fanciulla,Belli nei nimbi d'oro.*
Or più non canti. Ma nel verno algenteCruda miseria strazia, inesorata,La tua stanca vecchiezza e l'impossenteMia gioventù spezzata.Or più non canti, o madre.—Ad una ad unaSvanîr le gioie—e pur, calma nei guai,A l'insulto crudel de la fortunaNon imprecasti mai;Ma nel torvo del cor sdegno profondo,Io lancio ai dardi de la sorte infida,A l'onta nera, a la miseria, al mondo,Una superba sfida..... Pur, quando a la mia fronte austera e smortaTacitamente, o madre mia, tu miri,Come in amare ricordanze assorta,Poi, timida, sospiri;Di lontane memorie una dolcezza,Di battiti segreti un'armonia,Mi spinge a ricercar la tua carezzaAppassionata e pia.Ne la penombra dell'ora quïeta,Sotto il tuo caro sguardo, a te vicina,Madre, vorrei scordar che son poeta,E ritornar bambina.Vorrei sentirle ancor le nenie lenteChe un dì, chinata su tranquilla cuna,Calma ne l'ampia oscurità dormente,Fidavi a l'aura bruna;E ribaciando la tua fronte bianca,Che tristezza d'amor tutta scolora,Fra le tue braccia, come bimba stanca,Addormentarmi ancora.
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