WeRead Powered by ReaderPub
Fatalità cover

Fatalità

Chapter 32: PUR VI RIVEDO ANCOR....
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

Raccolta di liriche che indaga la condizione umana come esito di sorte e miseria, mescolando ritratti di vita popolare, lavoro e maternità con meditazioni sulla solitudine, il desiderio di riscatto e la fame di riconoscimento. I versi alternano toni melanconici e d'ira, immagini di paesaggio e scene domestiche, brevi poesie dall'immediatezza emotiva e componimenti più riflessivi; la voce che emerge è giovane, appassionata e capace di coniugare indignazione sociale e affetti intimi.

PUR VI RIVEDO ANCOR....

Pur vi rivedo ancor, povere stanze,
Linde stanzette de la madre mia:
Oh, nel mio sen, che folla di speranze,
Quando, ricca di sogni, io ne partìa!...
Pur vi rivedo ancor, povere stanze.
 
O bianco letto ove dormii bambina,
O vaghi fiori, o ninnoli gentili,
Soavemente, con virtù divina,
Voi mi parlate dei trascorsi aprili;
O bianco letto ove dormii bambina!...
 
La speranza nel cor si rinnovella,
Care memorie, in voi mirando—e al muto
Labbro la fede, più gagliarda e bella,
Chiama il sorriso ch'io credea perduto....
.... La speranza nel cor si rinnovella.
 
Madre, qui, nel silenzio, a te vicina,
Chinar la testa fra le tue carezze,
Sui tuoi ginocchi ritornar bambina,
Dirti del cor l'indomite tristezze....
Madre, qui, nel silenzio—a te vicina!...
 
Oh, non lasciarmi, non lasciarmi mai,
Solo conforto ai miei tristi vent'anni!...
Tutti, presso di te, mamma, tu il sai,
L'anima scorda i paventati affanni....
Oh, non lasciarmi, non lasciarmi mai!...
 
Move da l'aure un alito di pace;
Palpitante di stelle è il firmamento,
Ed ogni umana sofferenza tace
Come dormono i fiori e tace il vento:
.... Move da l'aure un alito di pace....

[pg!111]