STRANA
Treman le foglie con brivido lento:Al bosco verde che bisbiglia e posaNarra una storia il vento.E comincia così: C'era una volta....E, trepidando all'alitante spiro,Il bosco verde ascolta.*
Era un'errante e fervida gitana:Avea la bocca rossa e fulvo il crine,E si chiamava: Strana.Un giorno amò.—Fu spasmo e fu dolcezza,Fu sorriso e delirio, ombra e splendoreDi quell'amor l'ebbrezza.Un altro giorno attese, ed ei non venne.Attese a lungo, palpitante e muta.Non venne più.... non venne.Ed essa allor, chinando il volto assorto,Disse: A che serve trascinar la vita,Quando l'amore è morto?.... Un alito passò tra fronda e fronda.D'infinito riposo a lei parlavaL'acqua limpida e fonda;D'oblìo parlava!... E su come lamentoUn susurro venìa: Tutto si spegneQuando l'amore è spento.—.... La moritura si drizzò fremendo,Col teso pugno un'adorata, infidaLarva maledicendo;Poi com'ebra slanciossi. E su l'effuseChiome, e sul niveo corpo disfioratoLa fredda onda si chiuse.*
Narra il vento così. La notte densaCala, cinta di nubi, a la foresta,Che abbrividendo pensa.Ed ecco, a poco a poco il vento sale,Punge, penètra, sibila, travolge,Fiero scotendo l'ale.Ed è voce di pianto alta e suprema,Ed è lungo e gemente urlo d'angoscia,E la foresta trema.Son palpiti di fronde e son sussulti.Parole d'ira sibilate a volo,Aneliti, singulti....Squallida e nuda, ad un ricordo avvinta,Via per la selva turbinando giraL'anima d'un'estinta;E par che gema tra le foglie attorte;No, non v'è pace!... Amor che avvampa in vitaSpasima nella morte.
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