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Fatalità

Chapter 42: NON POSSO
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About This Book

Raccolta di liriche che indaga la condizione umana come esito di sorte e miseria, mescolando ritratti di vita popolare, lavoro e maternità con meditazioni sulla solitudine, il desiderio di riscatto e la fame di riconoscimento. I versi alternano toni melanconici e d'ira, immagini di paesaggio e scene domestiche, brevi poesie dall'immediatezza emotiva e componimenti più riflessivi; la voce che emerge è giovane, appassionata e capace di coniugare indignazione sociale e affetti intimi.

NON POSSO

Perchè, quando con dolce e malïardo
Labbro mi narri di tua vita errante,
L'innamorato e cerulo tuo sguardo
Par che tutto mi sugga il cor pulsante?...
No, non chiamarmi ai morti sogni e ai baci....
Non posso, taci!...
 
Quando, raccolta e pensierosa, ascolto
La voce tua che come un'arpa vibra,
Perchè sale una vampa a te sul volto,
Corre un brivido a me per ogni fibra?...
No, non chiamarmi ai morti sogni e ai baci....
Non posso, taci!...
 
Altro fato m'incalza.—Oh, mai nell'ora
Voluttuosa in cui tutto s'oblìa,
E nel delirio rapida s'infiora.
Labbro d'amante mi dirà: Sei mia.
Su la mia bocca giovanile e pura
Bacio è sciagura.
 
Tu mai non pensi l'amor mio?... Raggiante
Luce sarebbe di gioia e di gloria,
Riso di giovinezza trionfante,
Inno di speme e canto di vittoria:
D'anima e di pensier, di mente e d'ossa
Magica scossa.
 
E pur, vedi, ti scaccio e m'allontano,
Rigida e casta, ne la notte fonda;
Non mi chieder perchè di questo strano
Tirannico mister che mi circonda;
Non richiamarmi ai morti sogni e ai baci....
Non posso, taci!...

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