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Fatalità

Chapter 48: VIENI AI CAMPI...
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About This Book

Raccolta di liriche che indaga la condizione umana come esito di sorte e miseria, mescolando ritratti di vita popolare, lavoro e maternità con meditazioni sulla solitudine, il desiderio di riscatto e la fame di riconoscimento. I versi alternano toni melanconici e d'ira, immagini di paesaggio e scene domestiche, brevi poesie dall'immediatezza emotiva e componimenti più riflessivi; la voce che emerge è giovane, appassionata e capace di coniugare indignazione sociale e affetti intimi.

VIENI AI CAMPI...

Vieni ai campi con me!... Bagna nel verde
La rugiada i miei sandali di seta.
De la campagna che il mattin rinverde
Vo' coglier tutti i fior....
Vieni con me nei boschi, o mio poeta,
Ma non dirmi d'amor!...
 
Una rondin traversa il ciel di rosa,
L'umide foglie sembran dïamanti;
Brillan gl'insetti nell'erba muscosa,
Ringiovanisce il pian;
Guarda che luce, che festa, che incanti...
Dio non esiste invan!...
 
.... Non parlarmi d'amor.—Di quei fulgori
L'anima nostra è un pallido riflesso.
Guarda che forza di divini ardori
Circonfondente il suol;
Che amor possente e che possente amplesso
De la terra col sol!...
 
Tu dar non mi potrai quel bacio eterno.—
.... Fatto di debolezza e gelosia,
Di fosche nubi e di rose d'inverno,
Di febbre e di timor,
Dell'infinito innanzi all'armonia,
Di', che vale il tuo amor?...
 
Io voglio, io voglio i campi sterminati
Ove fremono germi e sboccian fiori,
Come snella puledra in mezzo ai prati
Io voglio, io voglio andar;
Dell'iride vogl'io tutti i colori,
Tutti i gorghi del mar!...
 
Strappar le fronde e calpestar gli steli,
Goder l'eccelsa libertà montana,
Sul vergin picco che si slancia ai cieli
Batter felice il piè;
E assopirmi nel sol, come sultana
Ne le braccia d'un re!...

[pg!179]