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Fatalità

Chapter 58: ROSA APPASSITA
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About This Book

Raccolta di liriche che indaga la condizione umana come esito di sorte e miseria, mescolando ritratti di vita popolare, lavoro e maternità con meditazioni sulla solitudine, il desiderio di riscatto e la fame di riconoscimento. I versi alternano toni melanconici e d'ira, immagini di paesaggio e scene domestiche, brevi poesie dall'immediatezza emotiva e componimenti più riflessivi; la voce che emerge è giovane, appassionata e capace di coniugare indignazione sociale e affetti intimi.

ROSA APPASSITA

Forse ella ha troppo amato:
Ora è stanca e riposa.
Forse ha sofferto molto:
Sul gambo ripiegato
Or china con un tremito
La testa dolorosa.
 
Forse ella soffre ancora:
La nausea de la vita,
L'ebbrezza de la morte
Nell'agonia de l'ora
Parlan fra i vizzi petal....
Forse ella fu tradita.
 
Non so che storia ascosa
Mi narri il dì che cade,
Il penetrante balsamo
De la sfiorita rosa,
La stanza solitaria
Che la penombra invade.
 
L'anima d'un ignoto
Presso la mia respira:
Aleggiare la sento
Come un bacio nel vuoto,
Mister di luce e d'ombra
Che tutta a sè m'attira.
 
Ed un desìo mi nasce:
Essere morsa al cuore,
Esser baciata in bocca,
Provar gioie ed ambasce,
La follìa del trionfo,
La follìa del dolore.
 
Batte un rintocco:—è l'Ave.
O triste fior sfogliato
Consunto di dolcezza,
O fior mite e soave,
Senti: non vo' morire
Prima d'avere amato.

[pg!223]