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Fatalità

Chapter 60: VOCE DI TENEBRA
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About This Book

Raccolta di liriche che indaga la condizione umana come esito di sorte e miseria, mescolando ritratti di vita popolare, lavoro e maternità con meditazioni sulla solitudine, il desiderio di riscatto e la fame di riconoscimento. I versi alternano toni melanconici e d'ira, immagini di paesaggio e scene domestiche, brevi poesie dall'immediatezza emotiva e componimenti più riflessivi; la voce che emerge è giovane, appassionata e capace di coniugare indignazione sociale e affetti intimi.

VOCE DI TENEBRA

A Raffaello Barbiera.
Solitudin di gelo.—La tenèbra
Qui nel bosco m'ha côlta.
Infoscansi le nubi, ed io com'ebra
Sto, ma non temo.—O fredda aura sconvolta,
Aura fredda del vespro in agonia,
Parla all'anima mia!
 
.... Ed essa parla. Parla con le arcane
Voci de la boscaglia,
Rumoreggianti per la selva immane
Come ululìo di spiriti in battaglia:
E mi dice: «Che fai su l'ardua piaggia,
O zingara selvaggia?
 
Cerchi forse la pace?... O il glacïale
Rude schiaffo dei venti?
Nulla qui, nulla a soggiogarti vale?
Che temi tu, se al buio ti cimenti?
Di che razza sei tu, se non t'adombra
Il velame dell'ombra?
 
Nata alle aurore fiammeggianti e ai voli
Dell'aquila fuggente,
Nata a le vampe dei bollenti soli
Sovra gli aurei deserti d'Oriente,
Fra ciniche bestemmie e stanche fedi
Un ideal tu chiedi!
 
Ma t'annoda pei polsi una catena,
Ti circonda la bruma,
E la vita ti rode e t'avvelena
L'inutile desir che ti consuma.
Fatalità su la tua testa grava,
E sei ribelle e schiava.
 
Pur tu combatterai, gagliarda figlia
Di lutto e di disdetta:
Senza freno irrompente e senza briglia
La tua strofe sarà grido e saetta.
Andrai fra gl'irti scogli del dolore
Inneggiando all'amore;
 
Andrai coi piè nel fango e l'occhio altero
Nella luce rapito,
Le magnifiche larve del pensiero
Cercando per le vie dell'infinito:
Da una possa virile andrai sospinta,
Più grande ancor se vinta.»

*

Così mi parla la tenèbra—ascolta
L'anima mia pensosa.
Son pianti e lampi ne la notte folta,
Tetri misteri ne la selva ombrosa:
Ma il respiro d'un Dio forte e sereno
Sento aleggiarmi in seno.

[pg!235]