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Favole per i Re d'oggi

Chapter 26: XX. DIRITTO E DOVERE
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About This Book

A series of concise, allegorical fables employs animals and brief human vignettes to satirize vanity, hypocrisy, and the pretensions of modern rulers and citizens. By recasting moral themes such as faith, hope, and charity into ironic episodes—where truth disguises itself, ideals are misapplied, and generosity becomes self-deception—the tales expose how social ritual and personal pride corrode genuine virtue. Each vignette pairs mordant humor with moral reflection, alternating bleak outcomes and wry observation to prompt readers to reconsider power, belief, and common follies.

XX. DIRITTO E DOVERE

Per un viottolo di montagna discendeva un gran mulo, portando una soma spropositata di fascine secche.

Dove il viottolo si chiudeva tra due strette muraglie di sasso, il mulo vide venir su un polledro libero e spensierato. E tosto incominciò a gridargli: — Lèvati di costì, se non vuoi che ti schiacci!... Torna addietro, per le budella del caval di Troia! o di qua non esci vivo!...

E il polledro impennandosi:

— E dove mai s'è visto un bastardo come te insultar così la mia razza nobile? Chi ti fa tanto ardito?

— Il Diritto mi fa ardito! — rispose il mulo, levando la voce di tra il fruscio delle frasche: — il Diritto di chi opera e fatica per il bene comune, sopra chi corre di piaggia in piaggia dietro ai capricci del capo!... — E affrettava il passo abbandonandosi alla ripida scesa.

Ma il polledro non si moveva, e gridando vituperi da cavalli, aspettava fermo in mezzo al viottolo; sì che alla fine l'altro gli arrivò addosso come una valanga....

Tristo fu l'incontro! Ma pur tra calci e morsi il gran peso del mulo la vinse sul temerario polledro il quale, finalmente, a spinte e balzelloni, rifece tutta la scesa, fin dove il viottolo s'apriva nel faggeto; e allora lo vidi saltar da parte ancor tutto irsuto e lasciar passare il gran mulo, squadrandolo pieno di cruccio.

Ma subitamente il suo occhio sanguigno si rallegrò. Sul sedere del mulo discendeva, con ritmo uniforme, una interminabile serie di bastonate.

Per dio! — esclamò il polledro imboscandosi — ch'io non debba mai godere simili Diritti!

Quanti uomini non vediamo trasformare in arrogante Diritto le invisibili bastonate del Dovere!