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Favole per i Re d'oggi

Chapter 28: XXII. SAPIENZA E IGNORANZA
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About This Book

A series of concise, allegorical fables employs animals and brief human vignettes to satirize vanity, hypocrisy, and the pretensions of modern rulers and citizens. By recasting moral themes such as faith, hope, and charity into ironic episodes—where truth disguises itself, ideals are misapplied, and generosity becomes self-deception—the tales expose how social ritual and personal pride corrode genuine virtue. Each vignette pairs mordant humor with moral reflection, alternating bleak outcomes and wry observation to prompt readers to reconsider power, belief, and common follies.

XXII. SAPIENZA E IGNORANZA

Sai tu chi porti?! — domandò gravemente un enorme dottore al somaro che cavalcava.

— No — rispose il somaro; — ma ti posso dire che pesi più dei due corbelli di concio che son solito portare.

— Ecco perchè tu rimarrai eterno segnacolo di ignoranza! — gridò il dottore, — perchè tu misuri il mondo con la groppa e non col cervello. Tu porti un gran sapiente, forse il più grande scienziato che viva nel mondo: e, anzichè gloriartene ti lamenti del mio peso!...

Come si venne a un luogo dove il viottolo girava intorno a un prato, il grosso dottore tirò l'asino da parte, e lo mandò senz'altro per il prato, dicendo: — Or tu non hai mai osservato, le mille volte che sei passato di qua, che questo prato è quadrato, e che il viottolo ne segue due lati? Tu non vedi dunque che, attraversando il prato, noi veniamo a percorrere un lato di un triangolo, il quale, per una delle immutabili leggi del divino Euclide, dev'essere sempre inferiore alla somma degli altri due?...

— Guarda guarda! — fece il somaro — non ci avevo mai pensato!

Ma gli stavano ancor sul labbro queste oneste parole, quando a un tratto la terra mancò. Nel tempo che si batte un ciglio somaro e sapiente si trovarono in fondo a un pozzo ch'era stato scavato di fresco e ricoperto alla meglio di frasche verdi.

Con la testa fuor dell'acqua motosa e le reni fracassate, si guardarono un pezzetto, poi, alla fine, mancando le forze, scivolarono abbracciati giù, sollevando una nuvola di fango.... precisamente come avrebbero fatto se fossero stati due somari!