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Favole per i Re d'oggi cover

Favole per i Re d'oggi

Chapter 32: XXV. LA RICCHEZZA
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About This Book

A series of concise, allegorical fables employs animals and brief human vignettes to satirize vanity, hypocrisy, and the pretensions of modern rulers and citizens. By recasting moral themes such as faith, hope, and charity into ironic episodes—where truth disguises itself, ideals are misapplied, and generosity becomes self-deception—the tales expose how social ritual and personal pride corrode genuine virtue. Each vignette pairs mordant humor with moral reflection, alternating bleak outcomes and wry observation to prompt readers to reconsider power, belief, and common follies.

Rinomate virtù — Beni desiderati — Certezze incerte.

XXV. LA RICCHEZZA

Ieri, per ammazzar la noia, ho preso una cicala e le ho raccontata la famosa favola che corre sul suo conto.

La cicala m'ha ascoltato fino all'ultimo, tacendo, poi m'ha detto: — La favola mi insegna quanto voialtri uomini bramiate la Ricchezza!

Ma la verità si è che, per noi, altra Ricchezza al mondo non conosciamo se non quella che ciascuna creatura nascendo riceve in dono dalla Natura.

E la nostra immensa Ricchezza è il canto, e noi cantiamo perdutamente: e non già per piacere a voi che ci calunniate, ma per piacere al Sole che ci ama!

Strana fantasia la vostra! Noi bussare alla porta della esosa formica?!... e perchè mai?

Forse per poter vivacchiare un'invernata?... Ma d'inverno il Sole se ne va lontano, e non ci udrebbe cantare: e allora è inutile per noi vivere!

Forse per ricantare alla nuova Estate?... Ma non vedete che se noi moriamo, il canto non muore mai? N'abbiam seminate tutte le valli: e il Sole ritornando sarà salutato da voci più fresche e più canore delle nostre!

Come potrebbe dunque dolerci di morire?... e come potremmo desiderare le miserevoli e sudate ricchezze che piacciono tanto alle formiche e a voi?

E ciò detto se ne volò.