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Favole per i Re d'oggi

Chapter 57: L. L'ESPERIENZA
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About This Book

A series of concise, allegorical fables employs animals and brief human vignettes to satirize vanity, hypocrisy, and the pretensions of modern rulers and citizens. By recasting moral themes such as faith, hope, and charity into ironic episodes—where truth disguises itself, ideals are misapplied, and generosity becomes self-deception—the tales expose how social ritual and personal pride corrode genuine virtue. Each vignette pairs mordant humor with moral reflection, alternating bleak outcomes and wry observation to prompt readers to reconsider power, belief, and common follies.

L. L'ESPERIENZA

Viveva da gran tempo in riva al Nilo un coccodrillo, così vecchio, che non c'era nel vicinato nessuna bestia, per quanto decrepita, che potesse dire d'averlo veduto giovane.

Così avveniva che tutti lo venerassero come un pozzo inesauribile di Esperienza, e andassero a lui per consiglio ogni razza di bestie.

Il venerabile animalone, molto soddisfatto di quella insperata rinomanza, non penò molto a persuadersi lui stesso di essere un infallibile consigliere.

Ora un giorno che si stava, com'era solito, con la coda nell'acqua e il capo tra l'erbe, e intorno al capo sedevano molti animali giunti d'ogni parte per onorarlo, ecco venir per il sereno una farfalla d'oro con aria distratta, la quale discese battendo l'ale vagamente, e s'accomodò sul suo venerando naso, e tosto disse: — Ho io la gran fortuna di sedere sul naso di quel famoso Saggio del Nilo che per ogni parte sento lodare?

Sicuro! — gridarono a una voce tutte le bestie ch'eran lì: — Sicuro!... E se anche tu vieni come noi per consiglio, narra il tuo caso sicuramente, e udrai parole di conforto, e saprai quello che più ti convenga fare per il tuo meglio.

E il farfallone, subito, giungendo l'ale sul dorso: — È presto detto: sono innamorato pazzamente d'una bella farfalla d'argento: l'ho rincorsa un giorno intero, le ho dette tante parole d'amore: tutte quelle che sapevo. Inutile! Ella mi fugge e non ha pietà di me, capite?! Ora s'è nascosta e non la trovo più. Consigliatemi dunque!

In mezzo a un silenzio religioso, il coccodrillo, raccolse un momento le idee, poi parlò e disse: — Tu sei innamorato?... Io l'avevo subito capito! Male! Male!... Molto male!... alla tua età! poichè io ben vedo che tu sei molto giovine!... Ti valga il mio esempio; io ho amato per la prima volta centosessanta anni or sono, quando già da quaranta anni conoscevo il mondo...! Non aver fretta! è il mio consiglio. Non aver fretta, fanciullo! e sappi farti desiderare dalle femmine!... Una volta io, avevo allora cent'anni, mi trovai nel tuo caso medesimo: ebbene, rifiutato da una femmina che mi piaceva, giurai a me stesso che un giorno sarebbe mia.. Non feci altro che aspettare: cinquant'anni dopo era tra le mie braccia!... Aspetta dunque, fanciullo! Aspetta, non aver fretta: questo è il consiglio che ti dò.

Un mormorio di ammirazione corse tra le bestie.

Ma la farfalla d'oro sorridendo disse: — Ho capito. Mi consigliate insomma, di diventare un coccodrillo. Mi dispiace ma non posso.

E, detto, aprì l'ale splendide e volò via, in cerca del suo amore.