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Favole per i Re d'oggi

Chapter 58: LI. IL PREMIO
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About This Book

A series of concise, allegorical fables employs animals and brief human vignettes to satirize vanity, hypocrisy, and the pretensions of modern rulers and citizens. By recasting moral themes such as faith, hope, and charity into ironic episodes—where truth disguises itself, ideals are misapplied, and generosity becomes self-deception—the tales expose how social ritual and personal pride corrode genuine virtue. Each vignette pairs mordant humor with moral reflection, alternating bleak outcomes and wry observation to prompt readers to reconsider power, belief, and common follies.

LI. IL PREMIO

Dieci anni interi aveva consumato un certo serpente, per divenire un perfetto acrobata e c'era così bene riuscito, che affrettava col desiderio il giorno trionfale, in cui inviterebbe tutti i colleghi suoi a veder le sue bravure, e otterrebbe finalmente quel premio che dalle sue fatiche decennali giustamente si sperava.

Il giorno venne. È bensì vero che certi grossi e famosi serpenti non credendo convenevole cosa interrompere la loro aurea digestione, si fecero pomposamente rappresentare da altri più piccoli; pur tuttavia di serpenti ne venne un bel po' e certo, a metterli in fila, saranno stati un miglio!

Il nostro serpente fu per iscoppiare dalla felicità, tanto s'agitarono a lodarlo quelle lingue forcute.

Ma io che, avvisato in tempo, mi ero potuto nascondere lì vicino per spiare un poco, vi posso dire sul mio onore che quella canaglia vennero tutti fischiando e se ne andarono fischiando.

Voi mi direte: Ma che diavolo potevano fare dei serpenti se non fischiare?!

E io vi dirò: — Mettete degli uomini al posto dei serpenti, rifate la prova e vedrete che fischian lo stesso.