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Favole per i Re d'oggi

Chapter 65: LVIII. LA REALTÀ
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About This Book

A series of concise, allegorical fables employs animals and brief human vignettes to satirize vanity, hypocrisy, and the pretensions of modern rulers and citizens. By recasting moral themes such as faith, hope, and charity into ironic episodes—where truth disguises itself, ideals are misapplied, and generosity becomes self-deception—the tales expose how social ritual and personal pride corrode genuine virtue. Each vignette pairs mordant humor with moral reflection, alternating bleak outcomes and wry observation to prompt readers to reconsider power, belief, and common follies.

LVIII. LA REALTÀ

Ancora, nelle nostre montagne, in mezzo ai campi di grano veglia una croce fatta con due legni legati.

Ma, nella notte qualcuno batte alle sbilenche vetratelle del contadino. Paiono dita di regina cariche di brillanti. E di sirena par la voce che dice: — Dormi in pace, buon villano, chè domani non avrai da mietere! La buona fata io sono di cui ti narrarono quand'eri fanciullo che in un'ora sola, di tre campi, trasse mille sacchi di fior di farina e drizzò sette pagliai. Meno meco tant'opre per quante son le paglie del tuo grano. Senti cantare le mie segatrici?... Ecco già le urlate de' battitori!.. Han battuto.... Ora si sventola e si strameggia laggiù la terra, mentr'io qua, su questo grano d'oro chiamo dal cielo le buone stellucce mie sorelle a macinarlo! È morbida e bianca la farina, che sembra nevicato!... Ho fatto. È tempo che ti desti!

E il contadino si desta. Un certo ventaccio fischia sì tra i tegoli malfermi, ma il mareggiar delle spiche non s'ode più.

Che sia vero della fata?! Che quel biancore che si scorge appena là sia farina!

Fa le scale come briaco, tira il paletto, spalanca la porta, si stropiccia gli occhi, li rifissa su quel biancore, e grida: — La tempesta! La tempesta! Non c'è più una spica dritta! non c'è più niente per me nel mondo!

Ma no! contadino. Guarda meglio. Qualcosa è rimasto in piedi in mezzo al campo.

Tu credi che solo le fate sian sogno. No anche il tuo grano è sogno; anche il tuo pane è sogno. Solo quella è realtà vera.

Va. Inginocchiati. Sentirai che ti dirà: — Vivi e risemina.