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Favole per i Re d'oggi cover

Favole per i Re d'oggi

Chapter 68: LX. MECENATISMO MODERNO
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About This Book

A series of concise, allegorical fables employs animals and brief human vignettes to satirize vanity, hypocrisy, and the pretensions of modern rulers and citizens. By recasting moral themes such as faith, hope, and charity into ironic episodes—where truth disguises itself, ideals are misapplied, and generosity becomes self-deception—the tales expose how social ritual and personal pride corrode genuine virtue. Each vignette pairs mordant humor with moral reflection, alternating bleak outcomes and wry observation to prompt readers to reconsider power, belief, and common follies.

LX. MECENATISMO MODERNO

Oggi, la sorte dei grandi artisti è ben differente e somiglia piuttosto a quella di un usignolo che l'altro giorno morì di fame.

Era grande per tutta la terra, la gloria delle sue canzoni infinite, e ne venivano di molto lontano uomini e bestie per sentirlo: ed egli cantava con tutta l'anima, tra i rami verdi della sua gran quercia.

Ma, in mezzo ai trionfi quotidiani, sopravvenne inaspettato l'inverno.

La quercia si nudò: sotto la quercia non venne più nessuno: l'usignolo cantava tristi canzoni, e un fuoruscito, che gli offrì qualche bricciola di pane rubato, riconoscendolo, gli disse: — Sei pure un gran mammalucco a cantar canzoni patetiche alla nebbia: va e picchia alle finestre di tutti quei corbelloni che ti facevan ressa attorno quest'estate. Volesse il cielo che io fossi nei piedi tuoi, e avresti a vedere quello che saprei fare!

Ma il povero cantore, scotendo la testa malinconica rispose al vecchio bandito: — li nostro destino è uguale: tu non puoi bussare alle case degli uomini; io non voglio: e presto moriremo di fame tutti due.

E così fu.