LE PROFEZIE DEGLI ANIMALI IRRAZIONALI.
I. — TIRAN LE BOMBARDE.
I buoi fieno in gran parte causa delle ruine delle città, e similemente cavalli e bufoli.
II. — DE’ BUOI CHE SI MANGIANO.
Mangeranno i padron delle possessioni i lor propri lavoratori.
III. — DELLI ASINI BASTONATI.
O natura trascurata, perchè ti se’ fatta parziale, facendoti ai tua figli d’alcuni pietosa e benigna madre, ad altri crudelissima e dispietata matrigna? Io veggo i tua figlioli esser dati in altrui servitù, sanza mai benefizio alcuno; e in loco di remunerazione de’ fatti benefizi, esser pagati di grandissimi martirî; e spender sempre la lor vita in benefizio del suo malefattore.
IV. — DELLI ASINI.
Le molte fatiche saran remunerate di fame, di sete, di disagio e di mazzate e di punture e bestemmie e gran villanie.
V. — DELLE CAMPANELLE DE’ MULI CHE STANNO PRESSO AI LORO ORECCHI.
Sentirassi in molte parte dell’Europa strumenti di varie magnitudini far diverse armonie, con grandissime fatiche di chi più presso l’ode.
VI. — DE’ MULI CHE PORTANO LE RICCHE SOME DELL’ARGENTO E ORO.
Molti tesori e gran ricchezze saranno appresso alli animali di quattro piedi, i quali le porteranno in diversi lochi.
VII. — DE’ CAPRETTI.
Ritornerà il tempo d’Erode, perchè l’innocenti figliuoli saranno tolti alle loro balie, e da crudeli omini, di gran ferite, moriranno.
VIII. — DELLE PECORE, VACCHE, CAPRE E SIMILI.
A innumerabili saran tolti i loro piccoli figlioli, e quelli scannati, e crudelissimamente squartati.
IX. — DELLE GATTE CHE MANGIANO I TOPI.
A voi, città dell’Africa, si vedrà i vostri nati essere squarciati nelle proprie case da crudelissimi e rapaci animali del paese vostro.
X. — LE API CHE FANNO LA CERA DELLE CANDELE.
Sarà annegato chi fa il lume al culto divino.
E quelli, che pascono l’erbe, faran della notte giorno — sevo.
XI. — DELL’API.
E a molti altri saran tolte le munizioni e lor cibi, e crudelmente, da gente sanza ragione, saranno sommersi e annegati. O giustizia di Dio, perchè non ti desti a vedere così malmenare i tua creati!
XII. — DELLE FORMICHE.
Molti popoli fien quelli, che nasconderan sè e sua figlioli e vettovaglie dentro alle oscure caverne; e lì, nelli lochi tenebrosi, ciberan sè e sua famiglia per molti mesi, sanza altro lume accidentale o naturale.
XIII. — DELLE MOSCHE E ALTRI INSETTI.
Usciranno li omini dalle sepolture, convertiti in uccelli, e assaliranno li altri omini togliendo loro il cibo dalle proprie mani e mense — le mosche.
XIV. — DELLE CIVETTE O GUFI CON CHE S’UCCELLA ALLA PANIA.
Molti periranno di fracassamento di testa, e salteranno loro li occhi in gran parte della testa, per causa d’animali paurosi usciti dalle tenebre.
XV. — DELLE BISCIE PORTATE DALLE CICOGNE.
Vedrassi in grandissima altezza dell’aria lunghissimi serpi combattere colli uccelli.
XVI. — I PESCI LESSI.
Li animali d’acqua moriranno nelle bollenti acque.
XVII. — DE’ PESCI CHE SI MANGIANO NON NATI.
Infinita generazione si perderà per la morte delle grandi.
XVIII. — DE’ NICCHI E CHIOCCIOLE CHE SONO RIBUTTATE DAL MARE, CHE MARCISCONO DENTRO AI LOR GUSCI.
Oh! quanti fien quelli, che, poichè fien morti, marciranno nelle lor proprie case, empiendo le circostanti parti piene di fetulente [fetido] puzzo!
XIX. — DELL’OVA CHE SENDO MANGIATE NON POSSONO FARE I PULCINI.
Oh! quanti fien quegli, ai quali sarà proibito il nascere.
XX. — DELLE TACCOLE [specie di cornacchie] E STORNELLI.
Quelli che si fideranno abitare appresso di lui, che saranno gran turbe, questi tutti moriranno di crudele morte, e si vedran i padri e le madri, d’insieme colle sue famiglie, esser da crudeli animali divorati e morti.
XXI. — DELLE API.
Vivono a popoli insieme, sono annegate per torle il miele; molti e grandissimi popoli saranno annegati nelle lor proprie case.