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Frammenti letterari e filosofici

Chapter 633: V. — DE’ CRISTIANI.
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About This Book

A selection of literary and philosophical fragments collects fables, allegories, aphorisms, and sketches that range from playful prophecies and travel vignettes to systematic reflections on nature, science, and art. Entries treat anatomy, optics, hydraulics, and mechanics alongside meditations on moral behavior, aesthetic principles, and a defense of painting with comparisons to sculpture. The work alternates concise maxims, practical observations, and technical notes, showing a persistent interplay between careful empirical observation and speculative inquiry.

LE PROFEZIE DELLE CERIMONIE.

I. — DE’ MORTI CHE SI VANNO A SOTTERRARE.

I semplici popoli porteran gran quantità di lumi per far lume ne’ viaggi a tutti quelli, che integralmente hanno perso la virtù visiva.

II. — DE LI UFFIZI, FUNERALI E PROCESSIONI E LUMI E CAMPANE E COMPAGNIA.

Agli omini saran fatti grandissimi onori e pompe, sanza lor saputa.

III. — DEL DÌ DE’ MORTI.

E quanti fien quelli che piangeranno i lor antenati morti, portando lumi a quelli.

IV. — DEL PIANTO FATTO IL VENERDÌ SANTO.

In tutte le parti d’Europa sarà pianto di gran popoli per la morte d’un solo omo, morto in Oriente.

V. — DE’ CRISTIANI.

Molti, che tengon la fede del figliolo, sol fan templi nel nome della madre.

VI. — DEL TURIBOLO DELL’INCENSO.

Quelli che, con vestimenti bianchi, andranno con arroganti movimenti minacciando con metallo e fuoco, chi non faceva lor detrimento alcuno.

VII. — DE’ PRETI CHE DICONO MESSA.

Molti fien quelli che, per esercitare la lor arte, si vestiran ricchissimamente: e questo parrà esser fatto secondo l’uso de’ grembiali.

VIII. — DE’ PRETI CHE TENGONO L’OSTIA IN CORPO.

Allora tutti quasi i tabernacoli, dove sta il corpus domini, si vedranno manifestamente per sè stessi andare per diverse strade del mondo.

IX. — DE’ FRATI CONFESSORI.

Le sventurate donne, di propria volontà, andranno a palesare agli uomini tutte le loro lussurie e opere vergognose e segretissime.

X. — DELLE PITTURE DE’ SANTI ADORATE.

Parleranno li omini alli omini, che non sentiranno; avran gli occhi aperti, e non vedranno; parleranno a quelli, e non fia loro risposta; chiederan grazia a chi avrà orecchi, e non ode; faran lume a chi è orbo.

XI. — DELLE SCOLTURE.

Ohimè! che vedo il Salvatore di novo crocifisso.

XII. — DE’ CROCEFISSI VENDUTI.

Io vedo di nuovo venduto e crocifisso Cristo, e martirizzare i sua santi.

XIII. — DELLA RELIGIONE DE’ FRATI CHE VIVONO PER LI LORO SANTI, MORTI PER ASSAI TEMPO!

Quelli che saranno morti, dopo mille anni, fien quelli che daranno le spese a molti vivi.

XIV. — DEL VENDERE IL PARADISO.

Infinita moltitudine venderanno pubblicamente e pacificamente cose di grandissimo prezzo, sanza licenza del padrone di quelle, e che mai non furon loro, nè in lor potestà, e a questo non provvederà la giustizia umana.

XV. — DE’ FRATI CHE SPENDENDO PAROLE RICEVONO DI GRAN RICCHEZZE, E DANNO IL PARADISO.

Le invisibili monete faran trionfare molti spenditori di quelle.

XVI. — DELLE CHIESE E ABITAZION DE’ FRATI.

Assai saranno, che lascieranno li esercizî e le fatiche e povertà di vita e di roba, e andranno abitare nelle ricchezze e trionfanti edifizî, mostrando questo esser il mezzo di farsi amico a Dio.