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Frutti proibiti cover

Frutti proibiti

Chapter 22: XX. Riccardo a Camilla.
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About This Book

The narrative centers on Riccardo Celesti, an elegant, introspective sentimentalist whose idle, art-filled household and languid habits frame a life of longing and self-examination. Told through intimate scenes and epistolary exchanges, the work traces his emotional attachments, the pangs of desire and refusal, and social interactions that expose both romantic idealism and gentle satire of affectation. Episodic portraits and reflective passages alternate to explore themes of memory, courtship, and the habits that sustain or thwart passionate feeling, producing a nuanced study of temperament rather than a conventional plot-driven tale.

XX. Riccardo a Camilla.

«La notizia che mi avete dato mi ha afflitto; se le mie faccende non me lo impedissero, lascerei subito questo dannato paese.

«Vorrei ringraziarvi del carico che avete assunto, ma una strana riluttanza me ne trattiene — quello stesso sentimento di carità che non ha trovato la strada del vostro cuore. Forse io m'inganno. Voglio però essere franco con voi e non vi nascondo che la vostra lettera mi ha fatto male.

«Il mio passato mi è caro perchè mi fu largo di promesse e di sogni. Oggi che mi sono destato, vedo con rammarico che altri sparga il ridicolo su quel tempo rapidamente fuggito.»

A questa lettera ne andava unita un'altra per Bice.

La buona fanciulla, fuor di sè per la gioia, voleva che la cognatina stesse a udirne la lettura; ma Camilla si schermì, protestando.

— Non mancherebbe altro!

— A che cosa?

— Nulla. —

E si sottrasse all'insistenza della fanciulla, la quale non sapeva comprendere come si potesse rimanere indifferenti a una bella lettera di quattro pagine, che incominciava così: «Mio angelo, mia vita!» vale a dire la vita e l'angelo di Riccardo.