WeRead Powered by ReaderPub
Frutti proibiti cover

Frutti proibiti

Chapter 58: LVI. Riccardo a Camilla.
Open in WeRead

About This Book

The narrative centers on Riccardo Celesti, an elegant, introspective sentimentalist whose idle, art-filled household and languid habits frame a life of longing and self-examination. Told through intimate scenes and epistolary exchanges, the work traces his emotional attachments, the pangs of desire and refusal, and social interactions that expose both romantic idealism and gentle satire of affectation. Episodic portraits and reflective passages alternate to explore themes of memory, courtship, and the habits that sustain or thwart passionate feeling, producing a nuanced study of temperament rather than a conventional plot-driven tale.

LVI. Riccardo a Camilla.

«Vi ho obbedito; ho soffocato l'ardente desiderio del cuore; sono quindici giorni che vostro marito è lontano e non fui che due volte in casa vostra, e mi vi trattenni pochi minuti come un indifferente. Ora non mi è più possibile; voi non sapete ciò che io soffro senza vedervi, non sapete che lo spasimo misura le mie giornate, che cento larve irose popolano la solitudine delle mie notti.

«Tutto nel mio cuore è mutato, io mi domando atterrito dov'è la forza che mi ha sorretto finora, e mi meraviglio d'averla avuta, e interrogo il destino che me la diede un istante per ritormela ad un tratto.

«Mi è cara la vostra pace; stimo prezioso più del mio il vostro onore, ma è follia, credetelo, sfuggire oggi le occasioni che ricercheremo più tardi.

«Noi possiamo vederci — noi lo dobbiamo.

«Se il vostro cuore sente come il mio, ne converrete voi pure.

«È un diritto ed un benefizio quello che vi domando. Io soffro; senza vedervi, senza abbracciarvi, senza udire dal vostro labbro l'affermazione del vostro amore, senza sentirmi avvolto nel fascino dei vostri occhi, io soffro pene maggiori di quelle dell'inferno, perchè mi avete dato il paradiso.»